‘Mare sporco’, a Pescara M5S in Comune, Alessandrini non si dimette

‘Mare sporco’, a Pescara un giovedì agitato: i grillini assediano il Palazzo per chiedere le dimissioni di Alessandrini che convoca la stampa alle 12.

Consiglieri pentastellati sotto il Palazzo per chiedere le immediate dimissioni del sindaco Alessandrini anche alla luce dell’ultimo colpo di scena, ossia l’ammissione dello stesso primo cittadino della sua firma retrodatata sulla famosa ordinanza fantasma. Una presa di posizione, quella dei grillini, condivisa con le altre opposizioni in consiglio comunale: per le 12, intanto, è stata fissata una conferenza stampa del sindaco. Appena un rigo di convocazione, mandata via mail poco fa dalla sua segreteria, per l’ appuntamento con la stampa a mezzogiorno in sala giunta: nessun oggetto, nessuna anticipazione.

Aggiornamento: M5S sale in Comune e entra nella sala della Conferenza Stampa

Al grido di “Dimissioni” i rappresentanti del Movimento 5 Stelle sono saliti in Comune per ascoltare la conferenza stampa del Sindaco. Dopo un battibecco con il capogruppo del Pd Marco Presutti (nel video) sono entrati nella sala Giunta.

Alessandrini: “Non mi dimetto, tutelerò la mia immagine”

Nella Conferenza Stampa cui hanno preso parte tra il pubblico anche i manifestanti, il Sindaco Alessandrini ha dichiarato che non si dimetterà, e che avvierà iniziative legali di tutela della sua immagine:

“Non mi dimetto. Ho firmato il testo dell’ordinanza il 3 agosto scorso perché mi è stata sottoposta quel giorno e perché sapevo, con ampia buona fede, che si trattava soltanto di un tecnicismo procedurale, senza riflessi sulla salute pubblica. Oggi comunque non lo rifarei “.

Così il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, ha spiegato, in conferenza stampa a Palazzo di Città, la gestione della vicenda relativa all’ordinanza di divieto di balneazione, seguita allo sversamento di 30 mila metri cubi di liquami in mare, causato dalla rottura delle condutture fognarie di via Raiale il 28 luglio scorso. Solo il 3 agosto sarebbe stata emessa l’ordinanza di divieto di balneazione, retrodatata al primo e contestualmente revocata attraverso una ulteriore ordinanza.

“Abbiamo risolto il problema il giorno dopo il guasto – ha detto il sindaco -. Già il primo agosto il mare era pulito e dunque non ci sono mai stati problemi per la tutela della salute pubblica”.

Alessandrini, invece, ha preferito non commentare le indiscrezioni relative al mutamento della versione dei fatti fornita in Procura al pm Anna Rita Mantini: inizialmente avrebbe sostenuto di avere firmato l’ordinanza il primo agosto e il giorno successivo, dopo essere stato messo davanti alle conversazioni intercettate dagli inquirenti, avrebbe ammesso di avere firmato l’ordinanza il 3 agosto retrodatandola al primo.

“C’è un procedimento in corso – si è limitato a dire Alessandrini – e non è questa la sede per affrontare certi argomenti”.

Alessandrini ha poi ripercorso tutte le tappe della vicenda ed è passato al contrattacco definendo “strumentali le accuse e le richieste di dimissioni avanzate dall’opposizione”. Si è scagliato contro il M5s, che ieri gli aveva chiesto un passo indietro, anche in considerazione del cognome che porta. Un evidente riferimento al padre, giudice ucciso da Prima Linea negli anni Settanta.

“Sono polemiche volgari e inaccettabili, che investono la mia famiglia e la mia persona – ha rimarcato il sindaco -. Non c’è nulla di più violento che chiamare in causa persone che non ci sono più e non possono difendersi”.

Alessandrini ne ha avute anche per il centrodestra:

“Prima di ergersi a moralizzatori pensassero alle secche finanziarie in cui ci hanno lasciato e all’inattendibilità dei bilanci che ci hanno fornito”.

L'autore

Barbara Orsini
Laureata con lode in Scienze Politiche con una tesi pubblicata presso l’IILA di Roma, inizia subito l’avventura giornalistica collaborando con “Il Tempo” e con TVQ. Dal 2002 lavora per Rete8 dove si occupa di cronaca, politica, terza pagina, economia-sindacale e dove ha condotto la rubrica “Allo Specchio”. Ama leggere, viaggiare e declinare tendenze in tutte le sfaccettature.

1 Commento su "‘Mare sporco’, a Pescara M5S in Comune, Alessandrini non si dimette"

  1. Il Sindaco Alessandrini (quanta differenza con il suo grande papà!), nega la responsabilità, dopo aver commesso un falso (singolare la definizione del suo legale di “falso innocuo”!..a noi risulta che, in diritto, il reato di “falso” – e/o di “falso ideologico” – ancor peggio perché commesso da un amministratore pubblico, sia un reato gravissimo e non può essere in nessun modo rubricato come “innocuo”..come dire che non può esistere un “reato innocuo” (vera e propria contraddictio in terminis), un fatto o costituisce reato oppure no..ed il “falso” E’ un reato!), poi, ma solo(!) di fronte all’ascolto di una registrazione telefonica, frutto di una intercettazione della Procura, ammette di aver “falsificato” i tempi dell’Ordinanza(!) (quindi oltre al reato di falso, la menzogna in fase di audizione(!); infine, si presenta alla Conferenza Stampa e con una arroganza degna di miglior causa, annuncia che non solo non si dimette ma querelerà tutti quelli che lo hanno (giustamente) invitato a dimettersi mediante argomentazioni indiscutibili!.. Non voto centro-destra, ma ammettiamolo, se una cosa del genere fosse capitata con un sindaco di centro-destra, oggi all’opposizione, ci sarebbe stata un’insurrezione!!.. A me sembra che i fatti, per come si succedono, siano molto simili a quelli che hanno interessato il suo collega Marino, appartenente alla stessa coalizione, già Sindaco di Roma (costretto poi alle dimissioni!).. Ricordo a me stesso che Marco Alessandrini è attualmente indagato, come riportano le cronache, per l’ipotesi di omissione d’atti di ufficio e falso ideologico, imputazioni di fronte alle quali, con ogni buona volontà, sarà ben difficile che il Sindaco possa presentare querela nei confronti di quanti lo stanno variamente invitando a dimettersi!.. Egli stesso, di fronte all’evidenza ha ammesso le sue “colpe” (che lui ha chiamato eufemisticamente “errori”)..
    Nell’articolo su Rete 8 di ieri, mercoledì 14 ottobre, si legge che il legale del Sindaco, oltre a definire, come si diceva, la colpa dell’amministratore una sorta di “falso innocuo”, la imputava ad una specie di “manovra” più “politica” che “amministrativa”(!)… così, tanto per placare le polemiche(!?)..davvero inaudito!.. Ebbene, penso che i cittadini si siano oltremodo stancati di “manovre politiche” e di amministratori che pensano solo alle “manovre politiche” e a salvarsi il “didietro”, quando fanno str…..(perdonate il “francesismo”), cavolate più o meno “politiche”, invece che “amministrare” il bene comune, proprio come avrebbe voluto un grandissimo uomo e professionista, quale è stato il Giudice Emilio Alessandrini!!!..
    Né possono costituire attenuanti le cosiddette pressioni e corresponsabilità di altri e non meglio individuati personaggi “di contorno”!.. ricordo che la responsabilità penale è sempre personale!.. e un amministratore che non abbia la forza resiliente di opporsi con coraggio e coerenza alle pressioni di personaggi “di contorno”, forse sarà sempre un “politico” ma non sarà mai un esempio di correttezza amministrativa..
    Mi considero un sessantottino, ho ammirato il giudice Alessandrini e la sua missione contro tutte le mafie e tutte le “eversioni” di stato e non. Lui, di dieci anni “più vecchio” di me, ha costituito un modello e un punto di riferimento determinante per la mia educazione nella società civile. Ho vissuto il suo martirio e la sua grande onestà di uomo e giudice di fronte alla minaccia delle b.r. e di quanti lo hanno boicottato..
    Stento a pensare che un simile Sindaco di una Città così importante, come Pescara, sia suo figlio..quanta “differenza”..

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