Ud’A, in Senato scoppia il caso dello stipendio del Dg

Seduta fiume di Senato accademico, ieri alla d’Annunzio di Chieti, all’insegna di polemiche, accuse e verbali al vetriolo. Il senatore (sindacalista) De Carolis fa scoppiare il caso dello stipendio del dg Del Vecchio.

Iniziata alle 10.30 è terminata solo 8 ore dopo la seduta fiume di Senato accademico andata in scena, è proprio il caso di dire così, ieri alla d’Annunzio di Chieti. Ma andiamo per ordine di…polemiche! I toni si alzano subito, o quasi. Licenziato, con molto dispendio di analisi e ragionamento, il punto all’ordine del giorno relativo al regolamento per i docenti, l’assise passa a confrontarsi con bilancio e piano triennale delle opere pubbliche. Se presenze, orari e lezioni dei professori, rivisti e/o confermati sulla base del già vigente “regolamento docenti”, hanno incassato l’unanimità del voto dei senatori, una volta giunti al piano triennale a far perdere il senno al Magnifico è la dichiarazione di astensione dal voto della senatrice Viviana Di Giacomo, una dei tre rappresentanti dei ricercatori a tempo indeterminato in Senato accademico. Una dichiarazione di non voto che irrita Di Ilio il quale chiede che la Di Giacomo motivi per iscritto la sua astensione: verbale che la senatrice redige, tra lo sgomento di alcuni senatori per la reazione esagerata del Rettore, spiegando semplicemente di aver bisogno di più giorni di analisi rispetto agli appena 5 intercorsi tra la consegna dei documenti all’ordine del giorno e la seduta stessa di Senato. La Di Giacomo motiva, saluta e va via. Archiviato il punto “piano triennale” con l’approvazione si passa a quello relativo al bilancio e qui…apriti cielo. Cambia la ricercatrice, cambia la motivazione del voto di astensione ( innescato stavolta dal durissimo intervento del senatore De Carolis) ma non cambia la reazione del Rettore Di Ilio, all’indirizzo, stavolta, della senatrice Carlettini. Il colpo di grazia ad una seduta di Senato incandescente sin dall’appello dei presenti arriva dal senatore (sindacalista) Goffredo De Carolis: è lui a porre all’attenzione dei colleghi senatori, chiedendone la verbalizzazione, un documento sulla base del quale emergerebbe che il Dg Del Vecchio ha sempre beneficiato di uno stipendio maggiore del dovuto. 131 mila euro all’anno anzichè 124. De Carolis spiega di aver ricalcolato il dovuto al dg sulla base di precisi parametri ministeriali. Molto in sintesi secondo il sindacalista, nemico giurato del duo Di Ilio-Del Vecchio, l’Università d’Annunzio pur collocata nella cosiddetta “3^ fascia universitaria” possiede solo 4 dei 5 parametri ministeriali richiesti per l’assegnazione dello stipendio ” pieno” per il direttore generale. Se, come previsto dalla normativa in materia, per ogni parametro mancante va decurtato 1/5 dal massimale di stipendio, ecco perchè Del Vecchio- secondo De Carolis- avrebbe dovuto percepire 124 mila euro all’anno anzichè i 131 che prende da 4 anni: 50 mila euro circa che secondo De Carolis la “d’Annunzio” dovrebbe richiedere indietro al dg. Una voce di recupero che il senatore vorrebbe fosse iscritta a budget e che sotto forma di esposto di verifica sottoporrà a Procura e Corte dei Conti. Quanto possono esser state pesanti le parole volate in Senato dopo questo colpo di scena è facilmente immaginabile: il resto, come sempre, è la cronaca di un luogo ” alto e simbolico” che si trasforma in una arena sanguinosa.

(le tabelle ministeriali portate in Senato da De Carolis )

Il servizio del Tg8:

https://www.youtube.com/watch?v=aw1W4sHT8Hg&t=71s

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