Oppio e coca nell’asilo occupato a L’Aquila

Un punto di riferimento per lo spaccio cittadino, a L’Aquila, l’asilo occupato di via Duca degli Abruzzi. Diversi i giovani denunciati.

Un luogo dello spaccio di anfetamine, cocaina, oppio e acidi vari l’asilo occupato di via Duca degli Abruzzi all’Aquila. Diversi i giovani denunciati dalla Polizia per occupazione abusiva, spaccio e reati affini. Un ex asilo dichiarato inagibile dopo il sisma del 2009 da tempo stabilmente occupato e ormai diventato dentro e fuori luogo di spaccio. Più volte gli agenti della Polizia sono intervenuti anche su segnalazione di cittadini residenti della zona.

Due i giovani che avevano un ruolo protagonista nello spaccio denunciati dalla Polizia, che ha individuato nella struttura uno dei luoghi dello spaccio tra giovanissimi in centro storico: si tratta di un 26enne di Latina e di una ragazza della frazione di Monticchio di 23. Le denunce sono arrivate per occupazione abusiva, spaccio e reati affini. L’inchiesta è stata portata avanti nei primi mesi del 2015 dagli agenti della Sezione narcotici della Squadra mobile della Questura dell’Aquila (diretta dal dirigente Maurilio Grasso), sotto la supervisione del sostituto procuratore della Procura della Repubblica Roberta D’Avolio.

Il giovane è colui che avrebbe fornito la droga alla ragazza, la quale poi l’avrebbe spacciata in città, anche all’interno dell’asilo, in almeno sei occasioni. Fondamentale, ai fini dell’inchiesta, oltre alle intercettazioni, anche la testimonianza dei ragazzi frequentatori dell’asilo occupato. La struttura è un ex asilo dichiarato inagibile dopo il sisma del 2009 e adiacente a quello che un tempo era – e che tornerà presto a essere grazie ai lavori di ricostruzione – uno dei più grandi centri sociali cittadini per gli anziani. Luogo occupato abusivamente, ma tollerato dall’amministrazione comunale e difeso da buona parte della comunità come spazio necessario di aggregazione.

Una situazione che torna a sollevare l’esigenza di affrontare con serietà un disagio sociale che la distruzione del terremoto ha acuito e forse cronicizzato, con un pericoloso aumento del consumo di alcol e soprattutto di droghe da parte dei giovanissimi che scelgono scuole e strade centrali per spacciare ed acquistare stupefacenti.

Intanto, però, gli esponenti dell’asilo si difendono e rispediscono al mittente la definizione del logo di aggregazione come “centrale dello spaccio”.

Ecco la nota completa:

“Ci hanno tirato in ballo: e allora balliamo. I collettivi, le associazioni e i singoli attivisti e attiviste dello spazio sociale dell’Asilo Occupato rispediscono al mittente ogni accusa in relazione ai fatti di cronaca emersi stamane su alcuni organi di stampa, tra cui Il Messaggero, che come potete vedere nelle immagini allegate, non è la prima volta che cerca di fare insinuazioni di dubbia logicità.

I gruppi e le individualità che in questi anni hanno animato gli spazi dell’Asilo nulla c’entrano con fatti emersi.

Faziosi e strumentali sono alcuni articoli che accostano le attività svolte all’interno dell’Asilo con reati che sarebbero stati commessi ai margini dello stesso.

Il centro sociale durante questo mese ha ridotto la frequenza delle attività: concerti e serate, come ben sapete, sono assenti da diverse settimane per la pausa estiva, quindi ci sembra scontato tranquillizzarvi sul fatto che nessun arresto è mai avvenuto all’Asilo, pertanto la notizia riguardo a “blitz” e “perquisizioni all’interno dello stabile” è semplicemente falsa.

Troppo spesso ormai molti professionisti che si definiscono “giornalisti”, sia in questa città che in generale in questo Paese, usano la lingua italiana impropriamente, strumentalizzandola per far passare messaggi decisi a tavolino o dalla loro personale opinione.

In cima all’articolo citato troviamo un bel titolo ad effetto: “Coca e Oppio nell’Asilo Occupato. Giovani denunciati dalla polizia”. Si insinua, in maniera neanche troppo velata, che la responsabilità del reato sia degli occupanti dello spazio, poi man mano che leggiamo, grosso modo, si capisce che l’asilo è semplicemente stato coinvolto nelle indagini, in quanto luogo, in cui sono circolate sostanze illegali, cosa innegabile, cosi come è innegabile che circolino in diversi altri luoghi “legali” della città.

Molti sanno bene che diverse volte i membri dell’asilo hanno voluto arginre questo problema, impresa difficilissima, che paradossalmente non viene intrapresa in quei posti marchiati come “legali”.

Questo perché lo sappiamo, lo sappiamo che i centri sociali sono sempre soggetti ad avere il dito puntato contro, che le cose che accadono ovunque, in un luogo occupato (dal nostro punto di vista “liberato”) accadono due volte.

Tutto questo si può riassumere in un’unica parola: “Pregiudizio”. Il pregiudizio sta lì, nel titolo dell’articolo scritto in grande e in grassetto, e sta lì, nell’occhio di chi legge (appena) e trae conclusioni basandosi esclusivamente su quel titolo.

Negli ultimi cinque anni e mezzo il centro sociale di viale Duca degli Abruzzi è stato attraversato da migliaia di persone.

Centinaia le iniziative politiche, sociali, culturali, musicali, artistiche e ricreative organizzate, in uno spazio pubblico che altrimenti sarebbe continuato semplicemente a essere in stato di degrado e desolante abbandono, come lo era fino al gennaio del 2011, e come continuano a essere tanti edifici di proprietà pubblica nel centro storico e in tutto il territorio aquilano. Un luogo dove quotidianamente si cerca di ricreare socialità dal basso, senza l’aiuto di nessuna istituzione pubblica, e con la sola forza di volontà e la determinazione degli attivisti e delle attiviste che lo animano.

Ci dispiace se gli incidenti di percorso, fatti singoli compiuti da singoli, possano minare la strada che ogni giorno percorre l’Asilo Occupato. Noi non lo crediamo: pensiamo che sia molto più importante animare il luogo di eventi, iniziative e vita in una città dove regna la disgregazione e l’emarginazione sociale e continueremo a farlo. Finalmente quest’anno si è smosso qualcosa, e si è cominciato a parlare di fondi certi e lavori sullo stabile.

Anche se ancora non lo abbiamo comunicato pubblicamente, a questo punto ci sembra il caso di anticiparvi che il collettivo dell’Asilo sta lavorando, in clima di reciproco rispetto, insieme alle istituzioni e ad altri giovani cittadini ad un progetto di riqualificazione dello stabile, per far in modo che sia una ricchezza fruibile a tutta la città, cosi come lo è stato finora, anche dopo la fine dei lavori. Alcune persone pensano e agiscono in malafede. Noi no. Non lasciate che vi mandino fumo negli occhi.

L'autore

Barbara Orsini
Laureata con lode in Scienze Politiche con una tesi pubblicata presso l’IILA di Roma, inizia subito l’avventura giornalistica collaborando con “Il Tempo” e con TVQ. Dal 2002 lavora per Rete8 dove si occupa di cronaca, politica, terza pagina, economia-sindacale e dove ha condotto la rubrica “Allo Specchio”. Ama leggere, viaggiare e declinare tendenze in tutte le sfaccettature.

2 Commenti su "Oppio e coca nell’asilo occupato a L’Aquila"

  1. Daniele Patrizio | 19/08/2016 di 16:20 | Rispondi

    Articolo privo di fondamento, nessuna parole è veritiera. È semplicemente una storpiatura di un avvenimento che, solamente in maniera marginale, riguarda l’Asilo Occpato

  2. Saverio Scopece | 19/08/2016 di 16:12 | Rispondi

    Tutto l’articolo è falso, non c’è stato nessun blitz, gli indagati sono due ed esterni all’asilo. Non “è luogo di spaccio” ma un punto di agregazione culturale. Si, potrebbe entrare qualche malintenzionato ma non più di tutte le discoteche o i locali del centro storico. Minorenni non sono assolutamente coinvolti, le forze dell’ordine non sono entrate nell’asilo ( non ne avevano motivo) quindi non è stato trovato nulla.
    Per cortesia se dovete riportare falsità evitate di diffamare chi ogni giorno si impegna gratis per gli altri, non voi che venite pagati per fare male il mestiere dei giornalisti!

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