Omicidio a Chieti scalo, oggi l’autopsia su Fausto Di Marco

Affidata ieri, verrà eseguita oggi l’autopsia sul corpo di Fausto Di Marco il 40 enne ucciso a Chieti scalo alle 4.30 di sabato notte. Fermato per omicidio volontario Emanuele Cipressi.

Sarà l’autopsia affidata a Pietro Falco, responsabile di medicina legale della Asl di Chieti, a ricostruire esattamente gli ultimi istanti di vita e soprattutto la causa della morte di Fausto Di Marco, il 40 enne di Chieti morto sabato notte, poco dopo le 4, in via Pescara. Un primo esame esterno e visivo del corpo senza vita del giovane musicista, trovato riverso in una pozza di sangue sul marciapiede del civico 137, già ieri aveva constatato una lesione ampia e profonda, che ha reciso i vasi del collo nella parte laterale sinistra, provocata da una ferita da arma bianca. Insomma, che non si fosse trattato di un accoltellamento era stato chiaro da subito, anche a giudicare dalla morte istantanea del giovane e dal tanto sangue perso.

E se a 24 ore dall’accaduto in parecchi in questo quartiere popolare e popoloso, tagliato in due da via Pescara, parlano di morte annunciata facendo riferimento a ripetute segnalazioni, a Comune e forze di polizia, di schiamazzi e risse proprio davanti ai due locali sul cui marciapiede ha perso la vita Fausto, nel tardo pomeriggio di una tragica domenica per l’intera comunità teatina è arrivato il fermo per Emanuele Cipressi, il 24 enne accusato di omicidio volontario. Sotto torchio, per oltre 12 ore, i testimoni dell’accaduto: una ventina, si è detto per tutta la giornata, i ragazzi interrogati in Questura a Chieti. E’ dai loro racconti, specie se incrociati, che gli inquirenti hanno potuto estrapolare dettagli ed elementi rivelatisi preziosissimi per arrivare al movente e al presunto colpevole. Testimone chiave una ragazza nelle cui drammatiche parole l’accaduto di un’alba mai arrivata per Fausto: una birra offerta e forse negata, un lancio di un bicchiere di plastica per stizza che però colpisce non la giovane bensì Emanuele, una bottiglia rotta usata come arma sul collo di Fausto e il resto è la cronaca di una morte avvenuta in 20 secondi.

Fausto ed Emanuele, due destini incrociati fino all’ultimo istante di vita del 40 enne: accomunati dalla passione per la musica, compagni di band in un recente passato, spesso seduti allo stesso tavolo in quel circolo di Chieti scalo dove tutto è finito in pochi minuti. Emanuele già padre di due bimbi a soli 24 anni, Fausto cantautore, attore di teatro: un buono con un soprannome, il Guerriero,  che poco aveva a che fare col suo modo di vivere e far arte. Aveva perso il lavoro da magazziniere poco più di un anno fa Fausto: è per questo che sul suo profilo “Face” gli amici di sempre, ma anche quelli conosciuti da poco come spesso gli accadeva nelle serate di musica con la sua amata chitarra, lo spingevano a reagire, a non abbattersi, a non arrendersi, a lottare per mamma Florinda. Di Fausto tutti raccontano la passione per il calcetto, l’allegria delle serate con gli amici, il saper stare in scena che fosse a teatro piuttosto che nei circoli di Chieti scalo dove spesso veniva chiamato a suonare. Emanuele, invece, viene descritto soprattutto per il profondo amore per i suoi due bimbi.

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Il servizio del Tg8

L'autore

Barbara Orsini
Laureata con lode in Scienze Politiche con una tesi pubblicata presso l’IILA di Roma, inizia subito l’avventura giornalistica collaborando con “Il Tempo” e con TVQ. Dal 2002 lavora per Rete8 dove si occupa di cronaca, politica, terza pagina, economia-sindacale e dove ha condotto la rubrica “Allo Specchio”. Ama leggere, viaggiare e declinare tendenze in tutte le sfaccettature.

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