Mariangela forse uccisa da un tossicodipendente

Saranno gli esiti degli esami autoptici sul copro di Mariangela Mancini, la 33 enne di Rieti trovata cadavere poco distante da Magliano de Marsi, a dire se la ragazza sia stata strangolata. Intanto spunta un sospettato.

I familiari della 33 enne di Rieti trovata cadavere poco distante da Magliano de Marsi escludono categoricamente la pista del suicidio e chiedono che venga fatta luce e giustizia sulla morte della loro Mariangela. La ragazza, che stava coronando il sogno di una convivenza col fidanzato, è stata trovata morta ai margini di un boschetto al confine tra la provincia di Rieti e quella de L’Aquila a distanza di poche ore dalla dichiarata scomparsa da parte del fratello Nazzareno. Amici, familiari e conoscenti di Mariangela, sconvolti per il macabro ritrovamento, non hanno creduto al suicidio nemmeno per un istante: sul collo della giovane evidenti le tracce di strangolamento che hanno spinto la Procura a disporre un attento esame autoptico. Si fa sempre più strada, intanto, la pista di una aggressione forse per soldi finita in tragedia: Mariangela potrebbe esser stata vittima di un tossicodipendente ospite di una struttura di recupero che si trova poco distante dal luogo del ritrovamento del cadavere delle 33 enne. Molte verità potrebbero venir fuori proprio dagli esami necroscopici affidati dalla procura ad un anatomopatologo a cui è stato chiesto di far luce sulla morte di Mariangela.

L'autore

Barbara Orsini
Laureata con lode in Scienze Politiche con una tesi pubblicata presso l’IILA di Roma, inizia subito l’avventura giornalistica collaborando con “Il Tempo” e con TVQ. Dal 2002 lavora per Rete8 dove si occupa di cronaca, politica, terza pagina, economia-sindacale e dove ha condotto la rubrica “Allo Specchio”. Ama leggere, viaggiare e declinare tendenze in tutte le sfaccettature.

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