Crollo Convitto, chiedono la grazia per Bearzi

In carcere da martedì perché condannato a 4 anni per la morte di 3 studenti nel crollo del Convitto nazionale, i colleghi di Bearzi raccolgono firme per la grazia.

A chiedere la grazia per l’ex preside del Convitto Nazionale de L’Aquila, Livio Bearzi, sono i docenti e il personale del Terzo Istituto Comprensivo di Udine che si sono stretti intorno al loro preside. In carcere da martedì perchè condannato a 4 anni, Bearzi all’epoca del terremoto era preside del Convitto Nazionale crollato su tre giovani vite spezzate in quella notte del 6 aprile 2009. I colleghi hanno avviato una raccolta di firme per chiedere al Presidente della Repubblica Mattarella che a Bearzi venga ‘in tutto o in parte condonata la pena e che sia annullata anche l’interdizione dai pubblici uffici’. All’epoca del sisma a l’Aquila il dirigente scolastico fu accusato di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose quindi condannato a 4 anni di reclusione con sentenza confermata, in via definitiva a ottobre scorso, dalla Corte di Cassazione. Per Bearzi, ora ristretto nel carcere di Udine, tanta tantissima solidarietà anche da parte di molti genitori di ragazzi che frequentano la scuola della quale era, fino a martedì scorso, dirigente scolastico.

L'autore

Barbara Orsini
Laureata con lode in Scienze Politiche con una tesi pubblicata presso l’IILA di Roma, inizia subito l’avventura giornalistica collaborando con “Il Tempo” e con TVQ. Dal 2002 lavora per Rete8 dove si occupa di cronaca, politica, terza pagina, economia-sindacale e dove ha condotto la rubrica “Allo Specchio”. Ama leggere, viaggiare e declinare tendenze in tutte le sfaccettature.

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