Banca Etruria, Pizzoli chiede sequestro preventivo

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Una richiesta di sequestro preventivo dei beni per tutelare gli interessi di tutti i risparmiatori danneggiati da Banca Etruria. L’iniziativa dei risparmiatori di Pizzoli.

E’ una forma cautelare per tutelare gli interessi di tutti i risparmiatori danneggiati dalle note vicende di Banca Etruria: da Pizzoli partita la richiesta di sequestro preventivo dei beni. L’azione legale viene annunciata dall’avvocato Vanna Pizzi, legale del comitato ‘Difesa Risparmiatori Banca Etruria di Pizzoli’. Nel territorio aquilano, specie nel comune di Pizzoli, gli azionisti e obbligazionisti delle due sedi di Banca Etruria rimasti a mani vuote dopo il salvataggio del governo sono oltre 1500. I risparmiatori del piccolo comune aquilano hanno perso circa 10 milioni di euro, secondo quanto affermato nei giorni scorsi dal primo cittadino, Gianni Anastasio. Secondo l’avvocato Pizzi ‘adesso è opportuno procedere a formulare l’ istanza al pubblico ministero di sequestro cautelare dei beni. Se i fondi e i beni di banca Etruria, infatti, sono confluiti nella good bank e  vi fosse una responsabilità giuridica della società, chi è stato leso potrebbe aggredire i beni della persona giuridica che risulta indagata’. Aumenta, intanto, di giorno in giorno il numero degli iscritti al comitato di Pizzoli: il primo nato in Italia sta raccogliendo sottoscrizioni anche da Lazio e Toscana.

L'autore

Barbara Orsini
Laureata con lode in Scienze Politiche con una tesi pubblicata presso l’IILA di Roma, inizia subito l’avventura giornalistica collaborando con “Il Tempo” e con TVQ. Dal 2002 lavora per Rete8 dove si occupa di cronaca, politica, terza pagina, economia-sindacale e dove ha condotto la rubrica “Allo Specchio”. Ama leggere, viaggiare e declinare tendenze in tutte le sfaccettature.

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