Brioni, rischiano in 400. Istituzioni e sindacati convocano l’azienda

Dopo il cambio al vertice, con l’addio del direttore creativo Brendan Mullane, e diversi altri scossoni manageriali, per la Brioni di Penne arriva la notizia “gelata” di ben 400 posti a rischio.

Già oggi lavoratori e sindacati si ritrovano tutti insieme in un’assemblea destinata a quantificare tagli e loro tempi. Certo è che se le voci che insistono da settimane dovessero essere confermate a rischiare il posto di lavoro sono in ben 400. Passato nelle mani dei francesi, il marchio che ha vestito James Bond così come Obama e moltissimi altri tra politici e attori rischia di perdere identità creativa e mercato. E se dai vertici d’oltralpe pare abbiano già smentito tagli nei tre stabilimenti dell’area vestina ( Montebello di Bertona, Civitella Casanova e Penne), ci si domanda dove verranno individuati i 400 da ” rimodulare in base al mercato”.  L’11 novembre scorso, intanto, era già scattata la mobilità volontaria per circa 60 dipendenti del gruppo divenuto francese nel 2011: ora però cresce di giorno in giorno la preoccupazione tra i lavoratori dello stabilimento di Penne specie in vista della scadenza di maggio dei contratti di solidarietà. Al termine dell’assemblea di oggi i sindacati hanno proclamato 16 ore di sciopero, le prime delle quali si svolgeranno il 9 marzo prossimo, giornata nelle quale il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli ha convocato un incontro in Regione con sindacati, istituzioni locali, direzione aziendale e anche i rappresentanti del MISE.

L'autore

Barbara Orsini
Laureata con lode in Scienze Politiche con una tesi pubblicata presso l’IILA di Roma, inizia subito l’avventura giornalistica collaborando con “Il Tempo” e con TVQ. Dal 2002 lavora per Rete8 dove si occupa di cronaca, politica, terza pagina, economia-sindacale e dove ha condotto la rubrica “Allo Specchio”. Ama leggere, viaggiare e declinare tendenze in tutte le sfaccettature.

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