Migranti Abruzzo: protesta di Magnacca, appello di Maragno

L’emergenza migranti in Abruzzo segnata dalla protesta del sindaco Magnacca e dall’appello del collega Maragno, rispettivamente sindaci di San Salvo e Montesilvano.

Vietato migrare nella stagione estiva, potrebbe dare fastidio all’immagine turistica del territorio: il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, riapre il fronte delle polemiche sugli arrivi annunciati in provincia di Chieti. Le ragioni della protesta sono spiegate nella conferenza stampa dallo stesso sindaco di San Salvo proprio oggi, giorno in cui è previsto l’arrivo dei migranti annunciato dal prefetto di Chieti Antonio Corona. Saranno una cinquantina quelli accolti nel territorio sansalvese, ospitati in una struttura situata nei pressi di un centro commerciale.

“In piena stagione estiva – ha detto il sindaco – il governo ha dimostrato di essere sordo alle nostre ragioni sulla non opportunità di accogliere i migranti in un’area industriale e commerciale a pochi passi dal mare. Il prefetto Corona ha evidenziato come la provincia di Chieti sia in piena emergenza e che San Salvo deve fare la sua parte. Non possono ricadere sugli enti locali i problemi dell’accoglienza, i possibili aspetti di ordine pubblico che non devono essere sottovalutati”.

La questione accoglienza migranti tiene banco anche a Montesilvano: il sindaco Francesco Maragno ha scritto al premier Paolo Gentiloni e al ministro dell’Interno, Marco Minniti, per ribadire come “scelta intelligente e improcrastinabile il dare seguito ai decreti di espulsione sistematicamente emessi e non ottemperati, per consentire ai cittadini di continuare a credere nelle istituzioni pubbliche che trovano le proprie fondamenta nella Costituzione italiana alla quale ho giurato fedeltà”.

Il Comune di Montesilvano ha elaborato il progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) più corposo e articolato a livello nazionale. Il sindaco Maragno ricorda che Montesilvano, sul cui territorio ci sono ci sono tantissimi stranieri “è ospitale, accogliente e dotata di numerose strutture alberghiere. Proprio in alcuni di questi hotel hanno trovato accoglienza anche numerosi migranti, ospitati nei Cas (Centri di Accoglienza Straordinaria). A questi ultimi si aggiungono anche moltissimi extracomunitari che, senza alcun titolo per rimanere sul suolo italiano, persino destinatari di decreti di espulsione, occupano abusivamente gli angoli più belli di questa cittadina, danneggiando il sistema economico e turistico locale” (il riferimento è al recente e movimentato sgombero del cosiddetto ghetto di via Ariosto, ndr).

“Mi sento in dovere di chiedervi – scrive ancora Maragno – di tenere in giusta considerazione la tutela dei diritti dei cittadini e di dare risposta ai preoccupanti segnali di distacco dall’idea del bene comune che stanno emergendo con la gestione dei flussi migratori. Tutto il grande lavoro svolto con l’eccezionale sacrificio delle forze di polizia è stato vanificato dalla mancanza di chiarezza di alcune norme. Sei mesi di lavoro, di riunioni, di attenta pianificazione sono, agli occhi dei cittadini, inutili se gli stranieri destinatari di decreti di espulsione, non vengono di fatto allontanati. Sono un sindaco che ha creduto profondamente nell’accoglienza Sprar, tanto da aver presentato e attivato il progetto, risultato il più corposo e articolato a livello nazionale, sia in termini di finanziamento che di numero dei migranti coinvolti, perché convinto della bontà e del valore dell’accordo Anci-Ministero dell’Interno, ma soprattutto perché costretto dalla preoccupazione di vedere il mio territorio letteralmente invaso da un numero imprecisato di profughi, per i quali non era possibile garantire un’adeguata sistemazione, trattati come numeri e non come persone, considerati un peso e non una risorsa”.

IL SERVIZIO DEL TG8:

A PENNE ARRIVANO ALTRI 50 MIGRANTI ?

Sull’arrivo di altri migranti a Penne il capogruppo di Forza Italia in Regione Lorenzo Sospiri e il capogruppo di maggioranza della Lista ‘Per Penne’ del Comune di Penne Emidio Camplese chiedono alla Prefettura di Pescara e al Sindaco di confermare o meno tale notizia secondo la quale nella località vestina arriveranno altri 50 richiedenti asilo.

I due esponenti politici affermano che “Penne si prepara all’invasione dei presunti profughi: voci sempre piu’ insistenti parlano dell’imminente arrivo di almeno 50 presunti immigrati affidati a una delle 11 cooperative che si sono aggiudicate l’ultimo bando della Prefettura per 1.114 unita’, e che dovrebbero insediarsi in un fabbricato di proprieta’ privata, situato in localita’ Blanzano, a breve distanza dall’ospedale ‘San Massimo’. La notizia che determinando un forte stato di agitazione e di preoccupazione tra la popolazione. In caso affermativo chiediamo al Sindaco di promuovere subito una mobilitazione per guidare il ‘fronte del no'” in quanto “Penne non puo’ accogliere altri presunti profughi, una citta’ abbandonata dalle Istituzioni, esclusa dalle misure di sostegno del cratere sismico, con un ospedale in via di chiusura, scuole crollate e strade dissestate in seguito all’emergenza maltempo dell’inverno scorso e soprattutto priva di fondi per coprire i costi inerenti la sicurezza e il controllo del territorio. Siamo pronti ad alzare barricate per difendere gli interessi del territorio vestino”.

1 Commento su "Migranti Abruzzo: protesta di Magnacca, appello di Maragno"

  1. david celiborti | 15/07/2017 di 11:27 | Rispondi

    Tutti politici nazionali (Renzi-Gentiloni!) e gli amministratori locali(Maragno e Alessandrini!) non hanno ancora capito che l’accoglienza ormai numerosa e smisurata non è accettata da nessun cittadino a meno che non sia accostato al Pd il partito magnereccio del momento! Mattarella ha detto ieri a proposito della Francia dei comuni obiettivi e della convinta univocità degli intenti: bugia più grande da parte del nostro presidente in quanto il francese Macron, non ne vuole sapere di accoglienza di questi africani profittatori e screanzati! Lo si vede a Ventimiglia dove chi cerca di attraversare il confine viene ricondotto subitoin Italia! Torno a ripetere ogni giorno ci ingannano dicendo che la Libia aiuterà l’Italia a non far partire i barconi, altra bugia, ci sono le navi stranier, le ong, le motovedette italiane che li vanno a prendere dentro le acque libiche, è tutta una presa in giro nei confronti di noi italiani che assistiamo a questo malaffare! Per risparmiare sul debito pubblico europeo i politici al governo hanno adottato il sistema di ridurre il deficit! Meno male che la caritas è in debito di ossigeno in quanto non ha più fondi per assistere questi clandestini! Pensiamo poi ai nostri concittadini che stanno nella miseria completa: senza casa, senza lavoro, senza possibilità di sussistenza! Non mi sembra che sia carità cristiana abbondonare questi poveri italiani, pensando di aiutare sconosciuti pigri e molto spesso pericolosi! Allah aiuta gli impavidi affiliati(ci sono persino dei rinnegati italiani! e punisce gli italiani!

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