Abruzzo, Febbo chiede lumi su somme welfare

Il presidente della Commissione vigilanza Mauro Febbo chiede lumi sul ritardo nell’assegnazione delle somme welfare spettanti ai dipendenti della Giunta regionale.

 

Febbo, oltre a chiedere spiegazioni sul ritardo nell’erogazione delle somme welfare riferite al 2016, chiede anche se siano state state predisposte le graduatorie per le singole tipologie di intervento previste, visto che ancora non sono state pubblicate.

“Il welfare aziendale – spiega Febbo – non costituisce un privilegio ma è un modo per sostenere il reddito dei dipendenti e soprattutto per coloro che hanno dovuto affrontare spese per se o per un familiare in caso di gravissima malattia, cure straordinarie e/o tipo salva vita. Infatti con la delibera di Giunta numero 49 del 2 febbraio 2017 si è autorizzata l’utilizzazione dei contributi in favore del personale della Giunta Regionale per tali finalità per un importo complessivo di 300 mila euro. Inoltre, visto lo stallo perdurante da mesi, nella mia specifica interrogazione chiedo di sapere se la mancata pubblicazione sul B.U.R.A.T. ha di fatto cristallizzato la situazione ed è necessario, per dare attuazione, formalizzare una nuova Deliberazione di Giunta, questa volta da pubblicare sul B.U.R.A.T., con la quale si riaprono i termini e si stabiliscono ulteriori 30 giorni dalla pubblicazione per la presentazione delle richieste di intervento sapendo che saranno insufficienti i 300 mila euro messi a disposizione per le spese sostenute dai richiedenti nel 2016. Pertanto, prima che si crei un pasticcio e ulteriore malessere tra i dipendenti regionali credo che sia indispensabile e urgente che l’esecutivo regionali proceda all’assegnazione delle somme spettanti ai dipendenti della Giunta Regionale, e quindi alla pubblicazione della graduatoria delle istanze arrivate entro il 31 marzo. Sono passati sei mesi e i dipendenti regionali richiedenti sono in attesa di una risposta e di quei specifici contributi di welfare aziendale utili per tutti coloro che devono affrontare e sostenere spese di cura per gravi malattie”.

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