A L’Aquila servizi Asl ancora in emergenza

A L’Aquila servizi Asl ancora in emergenza: file chilometriche, locali sovraffollati, genitori costretti a vaccinare i propri figli in ambienti insalubri.

A quasi sette anni dal terremoto sono ancora molti i servizi sanitari di base della Asl de L’Aquila che continuano ad essere esercitati in container e prefabbricati. Nel presidio di Collemaggio, nell’ex ospedale psichiatrico, la situazione più preoccupante è quella del centro vaccinazioni, che si presenta così: cartelli appesi con lo scotch, cattivi odori, un solo ambiente per l’accoglienza e l’attesa degli utenti, lo stesso, tra l’altro, in cui si trova il frigorifero dei medicinali, lasciato alla mercé di tutti. E non va meglio per il consultorio, la neuropsichiatria infantile, i servizi di psicologia del territorio, l’ufficio igiene degli alimenti e della nutrizione, tutti ancora ammassati in strutture che sarebbero dovute servire per l’immediata emergenza e, invece, sono ancora qui. Gelidi d’inverno e roventi in estate, questi container non riescono più, ormai, a garantire condizioni di accoglienza e lavoro accettabili né per gli utenti né per i medici e gli operatori sanitari.
Il manager della Asl, Giancarlo Silveri, ha assicurato che ‘almeno il centro vaccinazioni sarà trasferito, entro la fine dell’anno, in una vera struttura in muratura’.

L'autore

Barbara Orsini
Laureata con lode in Scienze Politiche con una tesi pubblicata presso l’IILA di Roma, inizia subito l’avventura giornalistica collaborando con “Il Tempo” e con TVQ. Dal 2002 lavora per Rete8 dove si occupa di cronaca, politica, terza pagina, economia-sindacale e dove ha condotto la rubrica “Allo Specchio”. Ama leggere, viaggiare e declinare tendenze in tutte le sfaccettature.

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