Veco, ritardi ed esposti

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A tre anni dall’avvio della procedura per il rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) i lavoratori della Veco di Teramo rischiano di restare senza lavoro. L’allarme dei sindacati.

A tre anni dall’avvio della procedura per il rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) i lavoratori della Veco di Teramo rischiano di restare senza lavoro. Una situazione a fronte della quale i sindacati di categoria si dicono pronti, nel caso in cui la conferenza dei servizi di lunedì prossimo 11 gennaio non sblocchi la situazione, a presentare un esposto in Procura. Il segretario provinciale della Fiom Cgil, Giampiero Dozzi, interviene sull’inchiesta aperta dalla magistratura teramana sulla Veco, inchiesta relativa a presunti reati ambientali, definendo ‘paradossale che tra le contestazioni principali sollevate nei confronti dell’azienda emergano le emissioni acustiche ed il disturbo del riposo a fronte del fatto che il vecchio piano acustico è stato ritenuto illegittimo dal Tar’.  Una situazione difficile, quella relativa al futuro dei lavoratori della Veco, a cui si aggiungono i ritardi burocratici per l’Aia. ‘Sulla base di quanto emergerà nella prossima conferenza dei servizi dell’11 gennaio la Fiom si riserva di presentare un esposto alla Procura della Repubblica – conclude il sindacato – al fine di fare chiarezza su quali elementi di fondo abbiano determinato un ritardo di tale portata sulla procedura Aia’.

L'autore

Barbara Orsini
Laureata con lode in Scienze Politiche con una tesi pubblicata presso l’IILA di Roma, inizia subito l’avventura giornalistica collaborando con “Il Tempo” e con TVQ. Dal 2002 lavora per Rete8 dove si occupa di cronaca, politica, terza pagina, economia-sindacale e dove ha condotto la rubrica “Allo Specchio”. Ama leggere, viaggiare e declinare tendenze in tutte le sfaccettature.

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