Vicenda Ryanair, coro di proteste e reazioni

Si allunga di ora in ora la lista delle ‘voci’ contro l’abbandono dello scalo aeroportuale di Pescara da parte della Ryanair: la Pezzopane interpellerà il ministero competente.

‘Perdere i voli Ryanair da Pescara sarebbe un duro colpo per l’aeroporto pescarese e per l’intero Abruzzo. Un’ipotesi che dobbiamo assolutamente scongiurare. Così poco fa la senatrice Stefania Pezzopane annunciando che ‘sull’argomento intende proporre un’audizione in Senato dei manager di Ryanair ed un’interrogazione al Ministro Delrio’. Un coro di no che si allunga di ora in ora: per Confesercenti Abruzzo la perdita della compagnia low cost si tradurrà in ‘un’autentico dramma economico-turistico-occupazionale’. ‘La pessima notizia – commenta il direttore Giammarino – arriva dopo la proposta di sottomissione del sistema portuale abruzzese alla direzione di Ancona ed al caro autostrada, che rendono la regione difficile da raggiungere. È una visione inaccettabile, per una Regione che ha perso da alcuni anni anche la sua Azienda di promozione turistica soppressa senza criterio. Le istituzioni hanno il dovere di fermare questa tendenza subito, fin dalle prossime ore, senza appello. Siamo pronti alla mobilitazione delle nostre imprese’. Per Federalberghi ‘l’annunciata chiusura delle tratte aeree europee gestite da RYANAIR con scali sull’aeroporto d’Abruzzo produrrà conseguenze estremamente negative per l’intero in coming del sistema turistico abruzzese e per tutti i settori economici dell’indotto’. Chiedendo un tavolo urgente, ‘allargato a chiunque abbia voce e titolo per dire la propria’, Federalberghi sollecita una ‘immediata presa di posizione della politica regionale’.

Una richiesta di audizione in commissione trasporti alla Camera dei Deputati arriva dal deputato abruzzese del Pd Antonio Castricone, secondo il quale occorre scongiurare la volontà di Ryanair di ridurre le rotte nello scalo di Pescara.

“Se venisse confermato il taglio di 5 rotte per l’aeroporto d’Abruzzo – scrive Castricone in una nota – avremmo una forte riduzione del servizio con una conseguente drastica riduzione del numero dei passeggeri, con il conseguente rischio di perdere la sua peculiarità di scalo interesse nazionale. La scelta di Ryanair, stando alle parole del direttore commerciale O’Brien, è dettata dall’aumento delle tasse aeroportuali che da 6,5 euro sono salite a 9 euro. A questo si aggiunga il tema già noto dei contributi dati alla compagnia che in quanto assimilati “agli aiuti di stato” sono oggi vietati dall’Unione europea. I voli low cost hanno rappresentato una vera e propria rivoluzione nella mobilità dei cittadini. Grazie ai prezzi ridotti proposti da queste compagnie è stato esteso il diritto alla mobilità a centinaia di migliaia di persone, in particolare giovani, rappresentando questo il più grande fattore di integrazione tra popoli e culture. Oggi corriamo il rischio che una compagnia come Ryanair, leader del settore e primo vettore per numero di passeggeri nel nostro paese, possa abbandonare di fatto l’Italia con tutte le conseguenze del caso. Per questi motivi, come componente della commissione trasporti,  insieme ad alcuni altri colleghi ho chiesto al presidente Michele Meta di convocare in audizione i rappresentanti della società Ryanair al fine di comprenderne le strategie e valutare interventi utili a scongiurare un’ipotesi simile”.

 

 

Vicenda Ryanair

L'autore

Barbara Orsini
Laureata con lode in Scienze Politiche con una tesi pubblicata presso l’IILA di Roma, inizia subito l’avventura giornalistica collaborando con “Il Tempo” e con TVQ. Dal 2002 lavora per Rete8 dove si occupa di cronaca, politica, terza pagina, economia-sindacale e dove ha condotto la rubrica “Allo Specchio”. Ama leggere, viaggiare e declinare tendenze in tutte le sfaccettature.

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