Tre intossicati da funghi nella Valle Peligna

Tre persone intossicate da funghi in Valle Peligna. Ricoverati all’ospedale di Sulmona: l’ARTA ha esaminato le specie tossiche

Il ricovero dei tre è stato necessario per i malori accusati dopo aver ingerito funghi ricevuti in regalo. I residui di funghi consumati sono stati inviati dalla ASL al Centro Micologico Regionale dell’ARTA Abruzzo che ha sede presso il Distretto Provinciale di L’Aquila, che si occupa delle intossicazioni fungine.
Le analisi dei residui fungini ha messo in evidenza la presenza della Clitocybe nebularis, conosciuta in diverse zone dell’Abruzzo come “Orcella”e in altre parti d’Italia come “Nebbione” . E’ un fungo che non rientra nell’elenco delle specie ammesse al consumo da parte del Ministero della Salute, anche se veniva consumato impunemente nelle nostre zone, fino a qualche anno fa. Gli studi più recenti studi hanno però rilevato la tossicità o quanto meno una sua scarsa tollerabilità da parte di persone a maggiore sensibilità individuale e nei casi di consumo ripetuto che può provocare fenomeni di bioaccumulo.

L’ARTA ricorda che non hanno alcun significato le “prove” di tossicità fatte in casa né quelle fatte sugli animali: l’unica certezza sulla commestibilità viene solo dalla conoscenza. E’ necessario quindi far controllare i funghi raccolti presso gli Ispettorati Micologici dei Dipartimenti di Igiene delle ASL ed evitare il “fai da te”.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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