Teramo: scontro Arcigay-Brucchi su unioni civili

Un momento della cerimonia in Campidoglio per la trascrizione, davanti al sindaco Ignazio Marino, di sedici matrimoni gay contratti all'estero, 18 ottobre 2014 a Roma. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

A Teramo è scontro tra l’Arcigay e il sindaco Brucchi sulle unioni civili, dopo l’annuncio del primo cittadino, deciso a non celebrarle.

Dopo la presa di posizione di Brucchi di non riconoscere i matrimoni gay, una pioggia di commenti negativi si è riversata sui social.

Pronta è arrivata anche la risposta dell’Arcigay di Teramo che in una nota fa sapere quanto segue: “Oggi 17 maggio, giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia, Brucchi ci ricorda l’importanza di questa ricorrenza. Nuovamente le persone omosessuali, le loro vite e i loro amori vengono calpestate da quelle che qualcuno vorrebbe far apparire come libere opinioni, quando invece sono solo esercizio di pregiudizio. Con le recenti affermazioni in merito alle celebrazioni delle unioni civili, il sindaco di Teramo si mostra molto vicino a una cultura politica e civica pari a quella dell’apartheid, dimostrando ancora una volta di essere la persona meno adatta a guidare un’istituzione pubblica e per conto dei cittadini”.

Ricordando storici episodi di coraggio e di difesa dei diritti umani (Rosa Parks che qualcuno cercò di obbligare ad alzarsi dall’autobus perché sedeva nel settore dei bianchi e lo Stonewall Inn di New York la notte del 27 giugno del 1969, quando le persone LGBTI presero coraggio e forza per ribellarsi alla violenza repressiva della polizia), l’Arcigay di Teramo sottolinea che la dignità vale molto di più di chi vorrebbe solo umiliare con comportamenti e parole.

“La lezione che ci hanno dato quelle ribellioni sono oggi conquiste per tutte e tutti, come la legge che ora festeggiamo. Dopo decenni di battaglie finalmente l’Italia tutela le coppie dello stesso sesso con l’istituzione delle unioni civili, legge che i primi cittadini sono tenuti a rispettare, anche se ricoperti dall’onere non tutti a quanto pare potranno averne l’onore. Porteremo avanti le nostre lotte e le nostre vite anche per chi vorrebbe relegarci a uno status d’inferiorità e per questa istituzione che oggi il Sindaco svilisce con la sua intolleranza. Perché come Rosa Parks o le ribelli dello Stonewall eravamo, siamo e saremo dalla parte giusta della storia: quella della piena uguaglianza di tutte e tutti”, conclude la nota a firma dell’Arcigay teramano.

L'autore

Anna Di Giorgio
Anna Di Giorgio nasce a Moncalieri (Torino), ma dall’età di quattro anni vive in Abruzzo. Ha conseguito la laurea in Lettere moderne presso l’università “G. d’Annunzio” di Chieti. Iscritta all’albo dei giornalisti dal 2002, è professionista dal 2010. Lavora per Rete8 dal 2005.

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