Tangenti Agenzia Entrate Abruzzo, indagini anche da Vasto

Anche la Procura della Repubblica di Vasto retta da Giampiero Di Florio indaga sull’ Agenzia delle Entrate Abruzzo. Effettuata una perquisizione a L’Aquila. Dalle intercettazioni emerge il ruolo di Imparato.

C’è almeno un altro filone di inchiesta che ruota attorno agli uffici abruzzesi dell’Agenzia delle Entrate, e parte da Vasto. Ad innescarla è stato un esposto, sulla scorta del quale il Procuratore Capo Giampiero Di Florio ha disposto lo scorso 23 febbraio una perquisizione negli uffici aquilani dell’Agenzia. Acquisita copiosa documentazione e copiati i dati di diversi computer. L’indagine è avvolta da estremo riserbo, ma potrebbe aver approfondito fattispecie molto simili a quelle addebitate a Giovanni Imparato e al professionista laziale, da ieri ai domiciliari: l’ “ammorbidimento” dei controlli e delle procedure per le imprese amiche.

Una attività che secondo l’interpretazione investigativa delle intercettazioni rese note, Imparato avrebbe padroneggiato con estrema disinvoltura, persino vantandosene, tanto da dire ad una impiegata nel suo ufficio:

Sai quanto vale questo scritto che ho fatto io? Sono 38 milioni, un milione spetta a me. Un milione a me mi spetta. Io semino sempre poi raccolgo quando si raccoglie”.

In un’altra conversazione, proprio con il commercialista di Formia arrestato, gli investigatori non hanno dubbio nel leggere il riferimento alla tangente (persino piccola) da 15mila euro versata da quest’ultimo. Dice Imparato:

“… dovrebbe pagare quella cartella…quella piccolina da 15… la paga perché ormai è scaduta”

Imparato, che era già stato sospeso a metà aprile dopo la perquisizione dei suoi uffici, aveva rappresentato l’Agenzia delle Entrate nei procedimenti fiscali contro la ditta in questione, ma nello stesso tempo -secondo la Finanza- si metteva d’accordo con la stessa per i ricorsi, addirittura suggerendo cosa scrivere nei documenti, operando un vero ”doppio gioco”.

La mazzetta da 15mila euro sequestrata a Roma potrebbe non essere l’unica, ed è per questo che le indagini proseguono, e non si escludono altri sviluppi, specie per capire come mai la busta contenesse tre mazzette da 5 mila ben distinte tra di loro. Imparato, difeso dall’avvocato di Termoli Antonio Di Michele, sarà sentito nei prossimi giorni dai magistrati de L’Aquila. L’Agenzia delle Entrate si è dichiarata parte lesa ed è pronta a costituirsi parte civile nell’eventuale processo.

“L’agenzia delle entrate darà la massima collaborazione all’autorità giudiziaria”, ha dichiarato Gabriele Chiacchiaretta, direttore dell’agenzia delle entrate della provincia di Pescara, a margine di una conferenza stampa su un progetto di consulenza fiscale gratuita per i cittadini. “E’ ovvio che si costituirà parte civile perché è ovvio che vicende come questa costituiscono un danno veramente enorme per l’immagine dell’amministrazione. Si può dire che i funzionari hanno sempre ben lavorato con professionalità, capacità e dedizione al lavoro, ma in ogni amministrazione, pubblica e privata, qualche elemento negativo c’è sempre, quindi non attribuirei a questa vicenda una particolare rilevanza (dal punto di vista del buon operato dell’agenzia delle entrate, ndr). C’è un’inchiesta, c’è una procura che indaga ed è meglio che siano i magistrati a cercare la verità su questi fatti”, ha concluso il direttore Chiacchiaretta.

Guarda il servizio del Tg8:

https://www.youtube.com/watch?v=doaj1AidYxk

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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