Snam, Sulmona: Casini ha formalizzato dimissioni da sindaco

Per protestare contro il via libera del governo alla centrale Snam di Sulmona, Annamaria Casini ha protocollato stamani le dimissioni dalla carica di sindaco.

“Ho formalizzato e protocollato questa mattina le mie dimissioni davanti al Segretario generale del Comune di Sulmona Francesca De Camillis a Palazzo San Francesco. Il prossimo venerdi 29 dicembre andrò a Palazzo Chigi per consegnare direttamente la fascia nelle mani del Premier Paolo Gentiloni per dimostrare in modo chiaro il dissenso unanime della mia città e di tutto il territorio. A breve incontrerò i sindaci del comprensorio” E’ quanto afferma il sindaco Annamaria Casini “La scelta, maturata nel pomeriggio del 23 dicembre scorso e annunciata attraverso una diretta su Facebook, si è resa necessaria per denunciare l’inaccettabile decisione del Governo di concludere il procedimento per la realizzazione della centrale a gas della Snam, dichiarandola opera di importanza strategica e di preminente interesse nazionale. Il Comune di Sulmona, l’intero territorio e le istituzioni locali hanno da sempre e ripetutamente dichiarato contrarietà alla centrale e al metanodotto, ritenendole nocive e fortemente impattanti, confortati anche da studi e perizie scientifiche. Il mio atto è un voler alzare la posta della battaglia e della denuncia utilizzando l’unica arma ancora in mano ad un sindaco, stante la palese circostanza che un Amministratore locale non ha voce in capitolo per determinare le sorti dei suoi cittadini. Lotterò al fianco della mia città e dell’intera Valle Peligna contro la realizzazione della Centrale e del Metanodotto e voglio tenere accesi il più possibile i riflettori su questa grave vicenda”

ANCHE I SINDACI DI 22 COMUNI DELLA VALLE PELIGNA ANNUNCIANO LE DIMISSIONI:

I sindaci di 22 Comuni della Valle Peligna sono pronti a riconsegnare la fascia tricolore il 29 dicembre al premier Gentiloni per unirsi alla protesta del sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, contro l’approvazione, da parte del Governo, del progetto di realizzazione della centrale di compressione della Snam nel centro peligno. Nel documento si invitano anche altri sindaci ad aderire all’iniziativa. I sindaci che hanno firmato il documento sono dei Comuni di Anversa, Acciano, Ateleta, Bugnara, Campo di Giove, Cansano, Castel di Sangro, Castelvecchio, Castel di Ieri, Cocullo, Introdacqua, Gagliano, Goriano, Molina, Pettorano, Prezza, Roccacasale, Roccapia, Roccaraso, Scanno, Secinaro e Villalago.

In una nota congiunta i sindaci scrivono che “La battaglia che sta conducendo il sindaco di Sulmona rappresenta una battaglia di giustizia e di civiltà non solo per la città di Sulmona, ma per l’intero comprensorio. È per questo che ci sentiamo di manifestare la nostra piena solidarietà e la nostra totale vicinanza in un momento così difficile per il nostro territorio. Oggi ci immedesimiamo tutti nella sua persona ed è per questo che ci sentiamo in dovere di accompagnarla a Roma. La speranza è che il suo gesto scuota i palazzi romani e i vertici della Regione Abruzzo ed eviti la riconsegna delle fasce di decine di sindaci. Un intero territorio non può essere così mortificato”.

LA CGIL DE L’AQUILA ADERISCE ALLA PROTESTA DEI SINDACI:

La Cgil provinciale dell’Aquila annuncia che contribuirà e parteciperà ovunque le istituzioni, i comitati e la popolazione della Valle Peligna decideranno di manifestare la loro protesta e la loro indignazione per un provvedimento ,la costruzione vicino Sulmona della centrale di combustione del gas della Snam, insieme al relativo gasdotto che il Consiglio dei ministri ha deliberato nei giorni scorsi in questo lembo fragile e bellissimo dell’Abruzzo e della provincia aquilana.

Nella nota si legge che “Un’opera della cui localizzazione non ci convincono neppure le motivazioni contenute nella delibera governativa (si tiene in considerazione la rilevanza energetica e il carattere strategico dell’opera, necessaria per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici a livello italiano ed europeo) perché c’erano e ci sono altre soluzioni per garantire le forniture energetiche, altri tracciati dove far passare il metanodotto e altre zone dove costruire in assoluta sicurezza una centrale di combustione del gas. Localizzazioni e tracciati che il governo e la Snam non hanno voluto prendere in considerazione nonostante le proteste dell’intera comunità provinciale (non soltanto della Valle Peligna) per i rischi che impianti così impattanti e pericolosi possono causare in un territorio a forte rischio sismico e molto delicato dal punto di vista geologico e ambientale. Rischi che evidentemente non rappresentano una priorità per le autorità politiche e i manager dell’energia, che non hanno voluto considerare localizzazioni diverse per costruire la centrale e un nuovo tracciato per il metanodotto, in zone meno esposte ai rischi naturali. Un grande errore dunque, per rimediare al quale restano ormai una manciata di ore. Il governo e la Snam devono riesaminare il progetto e devono farlo in fretta anche perché il Parlamento è in via di scioglimento e la vicenda sarebbe rimandata a un futuro nebuloso. La Cgil dunque era e resta accanto alla popolazione e alle istituzioni locali, in tutte le iniziative che vorranno mettere in campo per scongiurare un’eventualità davvero piena di rischi e di incognite”.

FORZA ITALIA ATTACCA GOVERNO E REGIONE:

Il presidente della Commissione di Vigilanza in Consiglio Regionale Mauro Febbo e il capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri attaccano il Governo e la Regione.

In una nota si legge che “Il lasciapassare del Governo di centrosinistra al progetto del gasdotto della Snam nel territorio peligno, arrivato proprio alla vigilia di Natale, è un “regalo” non gradito dagli abruzzesi. Sul tema avevamo denunciato già dall’agosto 2015 il doppiogioco di questa amministrazione regionale capace di opporsi solo a parole, ma fare il contrario. Esempio lampante l’approvazione, su proposta del Presidente, di una delibera di giunta regionale, per la non costituzione in giudizio contro l’eccezione di incostituzionalità avanzata dal governo centrale all’articolo 1 della L.R. 13/2015 finalizzata a contrastare la realizzazione del metanodotto della Snam Sulmona-Foligno. Già in quella occasione avevamo detto che la maggioranza regionale di centrosinistra sarebbe stata zerbino delle scelte di Roma e tanto ne è stato. Abbiamo presentato una risoluzione urgente affinché ci sia un concreto, serio e tangibile impegno a bloccare il Decreto Autorizzativo, ultimo tassello prima della nefasta realizzazione. Impossibile che gli esponenti della maggioranza in Regione Abruzzo non sapessero ciò che si apprestava a fare il Governo centrale. Tra un viaggio romano e l’altro, nella speranza di una candidatura in un collegio o in un altro, alla camera o al senato, gli esponenti della maggioranza in regione dovevano per forza sapere le strategie di un governo del loro stesso colore politico. Hanno preferito il silenzio. Un silenzio assenzio grave, imbarazzante e irresponsabile. Perché? Perché non è stato dato seguito al volere dei cittadini e dei sindaci del territorio? Perché non è stato dato seguito agli atti ostativi messi in piedi dal precedente governo di centrodestra? Perché gli “ambientalisti” in Consiglio Regionale, come sempre, predicano bene e razzolano male? Perché apparire a parole e smentirsi con i fatti?. E’ il tempo dell’ agire. Pertanto abbiamo presentato una risoluzione urgente affinché la Regione si impegni a scongiurare la realizzazione di un progetto in contrasto con la vocazione e la sicurezza di un territorio a elevato rischio sismico e quindi ad attivarsi per un pronto ed incisivo ricorso al Tar. Nel contempo siamo ad esprimere piena solidarietà al Sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, pronta a rassegnare le proprie dimissioni. Ci auguriamo che questo esempio venga emulato da chi oggi rappresenta quel territorio nell’esecutivo regionale, ovvero da Andrea Gerosolimo. Solo con azioni forti ed incisive si può evitare questa iattura. Siamo chiamati a rappresentare il volere dei cittadini ed è evidente che gli abruzzesi siano contrari a questo progetto. E’ necessario che i fitti viaggi romani degli esponenti del PD e della maggioranza vedano al centro della discussione questa tematica anziché una desiderata candidatura in vista delle prossime competizioni elettorali”.

LOLLI E MAZZOCCA REPLICANO A FORZA ITALIA SU GASDOTTO SNAM:

Il vicepresidente della Giunta regionale Giovanni Lolli e il sottosegretario alla presidenza con delega all’ambiente, Mario Mazzocca replicano ai consiglieri Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri.

In una nota congiunta i due esponenti del Governo regionale affermano che “E’ surreale che Febbo e Sospiri si sveglino adesso sulla vicenda del gasdotto Snam a Sulmona, proprio loro che – quando il centrodestra governava la Regione con Gianni Chiodi – non proferirono verbo sul decreto di compatibilità ambientale dell’opera, emanato in data 27 marzo 2011. E infatti la Regione Abruzzo, all’epoca, non espresse parere. Per il resto facciamo notare ai due “distratti” consiglieri che questa amministrazione ha presentato tre ricorsi contro decisioni del Governo su questioni di legislazione concorrente: due sono stati vinti e uno è ancora pendente, dunque non prendiamo lezioni da chi  in passato ha girato la testa dall’altra parte su questa vicenda. La decisione di adire il Tar per fermare la realizzazione del gasdotto è già stata annunciata dal presidente Luciano D’Alfonso il 23 dicembre scorso, e non c’è sicuramente bisogno dei consigli tardivi di Febbo e Sospiri per adottare una soluzione del genere. In coerenza con quanto praticato finora, opereremo ad ogni livello per stoppare il progetto della Snam, così come abbiamo vittoriosamente fatto per la piattaforma petrolifera Ombrina Mare – smantellata nell’ottobre scorso – e per il Megalò 2 a Chieti”.

IL SERVIZIO DEL TG8:

 

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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