Sisma L’Aquila, crollo Via D’Annunzio con 13 morti, processo da rifare

Annullato dalla Cassazione uno dei processi più importanti sul sisma de L’Aquila. Sul crollo in Via D’Annunzio che provocò 13 morti dovrà ora esprimersi la Corte D’Assise di Perugia. E si avvicina la prescrizione.

La Cassazione (quarta sezione penale) ha annullato con rinvio la sentenza d’Appello nei confronti dell’unico imputato, l’ingegnere Fabrizio Cimino. Cimino era stato condannato per omicidio colposo plurimo per “una condotta omissiva in relazione ai restauri del palazzo svolti nel 2002 e, in particolare, perché nel corso dei lavori che ha diretto non avrebbe notato palesi criticità del palazzo, realizzato nel 1961”.

Cimino in primo grado era stato condannato dal tribunale a 3 anni di reclusione. La Corte d’Appello aquilana aveva poi ridotto la pena a 1 anno e 10 mesi il 23 settembre 2015. Ora alla luce della sentenza della Cassazione, il processo di secondo grado dovrà essere ricelebrato da un’altra Corte d’Appello, quella competente di Perugia, che dovrà procedere a un nuovo esame dei fatti sulla scorta delle motivazioni che saranno rese note prossimamente dalla Suprema Corte, con i tempi della prescrizione che riprendono a decorrere, e la scadenza del 6 ottobre 2016 sempre più vicina.

Oggi intanto sempre davanti alla quarta sezione penale della Cassazione si celebra il processo per la Casa dello Studente (clicca qui)

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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