Simone Daita: sciolta prognosi per il giornalista pestato a Chieti? La famiglia smentisce

Migliorate dopo quasi nove mesi dall’aggressione subita, le condizioni di Simone Daita, il giornalista pestato a Chieti? La famiglia smentisce.

Danilo, il fratello di Simone Daita, ha smentito in tarda mattinata la notizia che la prognosi sarebbe stata sciolta nelle ultime ore nella clinica Villa Pini, dove da qualche settimana era ricoverato, dopo un lungo periodo in rianimazione a Pescara e poi a Popoli. Non sono ancora confortanti dunque le notizie diffuse in un primo momento. Restano comunque aggrappati alla speranza i familiari del giornalista 53enne di Chieti che il 28 febbraio scorso venne aggredito in piazza Vico, e – per altri versi- anche dal suo aggressore reo confesso, il 23enne Emanuele D’Onofrio, che deve rispondere delle sole lesioni personali. Quest’ultimo non è stato formalmente accusato di tentato omicidio, anche se le indagini della squadra mobile di Chieti sono ancora in corso. D’Onofrio ha confessato di aver sferrato un solo pugno a Daita, mentre una consulenza del medico legale Cristian D’Ovidio, incaricato dal sostituto Procuratore di Chieti Giuseppe Falasca, ha escluso che un solo pugno possa aver mandato in coma la vittima. Restano fondamentali dunque per la reale ricostruzione dei fatti, le testimonianze (e forse le omissioni) di altri giovani presenti all’aggressione, scaturita quella sera per un banale diverbio politico seguito ad una sigaretta negata.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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