Scosse a Campotosto: la normalità della paura

La paura non ha mai lasciato Campotosto. Dal 18 gennaio la normalità non è di casa nel paese sulle sponde del lago. All’alba la scossa più potente di magnitudo 3.7.

Si vive tutti i giorni nella consapevolezza di essere nel cuore di una delle zone d’Italia – quella dell’Alta Valle dell’Aterno – dalla struttura geologica attiva, un corridoio geologico che è rimasto silenzioso negli ultimi anni, senza esprimere forti terremoti e, quindi, non si può escludere che ci sia un potenziale inespresso: che una scossa più forte di terremoto possa avvenire oggi o fra duemila anni, non è dato saperlo, come sostengono i sismologi, nello specifico l’aquilano Christian Del Pinto, già responsabile in passato della rete sismica del Molise. Ecco perché la scossa di ieri sera di magnitudo 3.3 e poi quella di 3.7 di questa mattina alle 6,36 (arricchite da almeno altre 16 scosse minori, e tutte nella stessa zona, a Poggio Cancelli) hanno riacceso il timore sulla faglia che collega Montereale a Campotosto.

Il sindaco Luigi Cannavicci è da ieri sera impegnato con i suoi tecnici in una serie di sopralluoghi, anche se non si evidenziano ulteriori danni rispetto a quelli causati dal terremoto di gennaio. “La mia popolazione è stremata – dice Cannavicci – da otto mesi di scosse”. Nella notte le persone che vivono in case di muratura si sono riversate in strada, più tranquilla la situazione per coloro che, invece, vivono nei map, i moduli abitativi provvisori.

 

Il sismologo Christian Del Pinto intanto mette in guardia contro “gli sciamani del terremoto”: “Lo stesso territorio in cui viviamo ci ricorda che non possiamo abbassare la guardia – sostiene l’esperto – una zona sismica resta sismica. Soprattutto se in essa sono presenti più sorgenti, a maggior ragione se alcune di queste ancora non si sono espresse al ‘meglio’ delle proprie potenzialità. Non occorre allarmare, ma essere consapevoli. Non occorre agitarsi esclusivamente durante lo sciame (attualmente in atto nella zona di Poggio Cancelli, intorno ai 13 Km di profondità) – ricorda Del Pinto – ma programmare attività concrete di intervento sul territorio. Occorre essere coscienti che con questo fenomeno sismico ci si deve convivere conoscendo i rischi reali senza continuare ad applicare la ‘politica dello struzzo’”.

Una popolazione di 600 anime, quella di Campotosto, ridotta già di moltissimo: sono decine le famiglie che oggi vivono nei map dell’Aquila o che si sono trasferite in altre città, un fuggi-fuggi generale che preoccupa per un ritorno futuro alla normalità. Intanto il sindaco ricorda che il paese ha due aree di accoglienza, una nel campo sportivo della frazione di Mascioni, l’altra in località Acquasanta, a due chilometri dal lago, già predisposta – quest’ultima – con i servizi igienici e l’energia elettrica, pronta ad accogliere eventuali strutture d’emergenza. Messe insieme, le due aree, sono in grado di accogliere tutti i 600 abitanti. Quanto al piano di evacuazione, Cannavicci ricorda che Campotosto ha un piano attivo e approvato dalla Protezione civile. Intanto si prosegue con le attività post-sisma: sono in approvazione via via le ordinanze per gli abbattimenti mentre la settimana prossima si dovrebbe cominciare con la rimozione delle macerie a opera dell’Aciam, che le confluirà nella cava di Mozzano, e a carico della Regione Abruzzo.

IL SERVIZIO DEL TG8

L'autore

Marianna Gianforte
Giornalista professionista dal 2009, iscritta all'Albo dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo. Dopo la laurea in Culture per la Comunicazione all’Università dell’Aquila, frequenta un master in Giornalismo all'Università di Teramo. Collabora con il quotidiano regionale "Il Centro Spa" e Radio Delta. La scrittura e il giornalismo fanno parte della sua vita, come anche lo sport. Ama la corsa, la bicicletta e la montagna.

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