Samira Lupidi: non era in grado di intendere e volere?

Oggi in Inghilterra davanti al giudice Samira Lupidi, la madre abruzzese che ha ucciso le sue due bimbe: si valuterà la capacità di intendere e di volere al momento dell’omicidio.

Dopo un rinvio dovuto proprio alle condizioni psicologiche della donna, in giornata Samira Lupidi compare davanti al Tribunale penale di primo grado di Bradford, per rispondere del duplice omicidio delle figlie Evelyn (tre anni) e Jasmine (un anno), già confessato al momento in cui si è costituita martedì scorso. La 24enne di Martinsicuro deve comparire nell’udienza preliminare di un processo che sarà imperniato assai poco sugli elementi materiali (non vi è alcun accertamento ulteriore da svolgere), ma che si giocherà tutto sull’elemento psicologico. La linea del difensore di Samira Allson Todd, punta a promuovere un accertamento delle condizioni di capacità di intendere e di volere al momento in cui accoltellò a morte le due figlie. L’altro perno della strategia difensiva riguarda il contesto sociale in cui è maturata la tragedia: la separazione dal marito da lei denunciata per violenza domestica, e le difficoltà conseguenti con l’ospitalità ottenuta in una casa famiglia. Forse l’incubo che le venissero tolte le figlie -ipotizza la difesa- può aver innescato la folle ossessione omicida.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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