Roseto: disabili in albergo, turista indignato pensa a risarcimento

A Roseto degli Abruzzi un turista in vacanza con la famiglia, indignato per la presenza di disabili in carrozzina nello stesso albergo, pensa di intentare una causa ai proprietari della struttura. Interviene anche Selvaggia Lucarelli.

Tutto è partito da una recensione sul villaggio “Lido d’Abruzzo”, pubblicata dal turista in questione su Tripadvisor: l’uomo, infastidito dalla convivenza nella stessa struttura alberghiera con alcuni disabili in carrozzina, pensa di intentare una causa legale per un possibile risarcimento a scapito dei proprietari dell’albergo, “colpevoli” evidentemente, di non aver avvisato l’uomo della presenza di persone in carrozzina.

“Ho prenotato questo viaggio soprattutto per far divertire i miei figli. Siamo arrivati e nel villaggio era presente una miriade di ragazzi disabili”, si legge nella recensione dell’uomo. “Non per discriminare, ma vi posso assicurare che per i miei figli non è un bello spettacolo vedere dalla mattina alla sera persone che soffrono su una carrozzina. Bastava che la direzione mi avvisasse e avrei spostato la vacanza in altra data. Sto valutando o meno di intraprendere una via legale per eventuali risarcimenti”.

Sul caso è intervenuta anche Selvaggia Lucarelli, commentando la recensione del turista: “Il gentile signore è in vacanza con la famiglia a Roseto degli Abruzzi e, poverino, ha intenzione di denunciare la struttura perché c’erano troppi disabili. E poverini, i figli sono rimasti impressionati. Mica da un padre così, no, da due carrozzine”.

Premesso che la disabilità non si sceglie, più che di barriere architettoniche, questa volta si dovrebbe parlare di barriere mentali, ben più difficili da rimuovere: per le prime basterebbe solo munirsi di cazzuola e qualche secchio di cemento; per le seconde il rimedio è una buona dose di sensibilità e di educazione, quella che probabilmente, i figli dell’indignato turista non potranno mai ricevere da un padre immeritevole.

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L'autore

Anna Di Giorgio
Anna Di Giorgio nasce a Moncalieri (Torino), ma dall’età di quattro anni vive in Abruzzo. Ha conseguito la laurea in Lettere moderne presso l’università “G. d’Annunzio” di Chieti. Iscritta all’albo dei giornalisti dal 2002, è professionista dal 2010. Lavora per Rete8 dal 2005.

1 Commento su "Roseto: disabili in albergo, turista indignato pensa a risarcimento"

  1. Io rispondo a Iacopo e ai tanti disabili che sono insorti: tu Iacopo andrai in vacanza al Villaggio per tua scelta e la “miriade di disabili” che ci sono andati l’hanno fatto per loro scelta. Cico33 si è trovato catapultato a sua insaputa in una realtà che non era la sua, si è ritrovato un pesce fuor d’acqua e si è sentito lui l’emarginato: dobbiamo avere la libertà di passare le vacanze come vogliamo e con chi vogliamo. Di norma si cerca di frequentare persone con le quali si abbiano argomenti da condividere, anche semplicemente per poter scambiare due parole con il vicino su esperienze comuni. Se una qualsiasi struttura turistica ospita in determinati periodi dell’anno eventi eccezionali (e non si può sostenere che una riunione di disabili patrocinata dal Rotary con la presenza di 280 disabili contemporaneamente non sia un evento eccezionale), ha secondo me il dovere di avvisare eventuali ospiti che prenotino al di fuori del circuito. Ma si sa, perdere anche una sola prenotazione al giorno d’oggi costa caro! E questo credo sia l’unico vero motivo per il mancato avviso, al di là di ogni falsa retorica e perbenismo. Vale per i disabili e per qualsiasi altro tipo di raduno di categoria. Non si tratta certo di discriminare ma di poter scegliere liberamente. Cico33 non aveva voglia di una vacanza istruttiva ma di una vacanza divertente e spensierata, diciamolo pure “normale”. Non è forse un suo diritto? Se “una miriade di disabili” si sono riuniti in gruppo, invece di andare in ferie come singoli, magari è perchè anche loro volevano stare insieme per scambiarsi opinioni e esperienze comuni, e non si sarebbero trovati bene in un altro villaggio dove potevano confrontarsi solo con normalmente abili. I diversamente abili hanno avuto il diritto e la libertà di scegliere la loro vacanza, questo diritto e questa libertà non sono stati concessi a Cico33.
    Poi sono insorti in massa perchè si sa l’unione fa la forza e insieme a loro una schiera di benpensanti da tavolino che hanno scoperto il mondo dei disabili in quest’unica occasione e già se ne sono dimenticati, che in questo momento sono in uno splendido resort 5 stelle ben felici di giocare una tradizonale partita di Beach Volley anziché di partecipare a una para-olimpiade, che quando torneranno a casa ricominceranno a parcheggiare nel posto disabili perchè più comodo!
    Concludo dicendo che la massa di perbenisti e buonista che è insorta sbandierando tolleranza e comprensione non ha fatto che insultare, augurare maledizioni e malanni a Cico33 e discriminarlo per una presunta “bassa cultura”. Un controsenso che da solo spiega molte cose!

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