Ricostruzione L’Aquila, gli “affari” di Tancredi

Nuova bufera giudiziaria sulla ricostruzione de L’Aquila, in particolare sul fronte degli appalti per i puntellamenti delle case e dei palazzi pubblici danneggiati dal terremoto.

Agli arresti domiciliari è finito l’ex assessore Pierluigi Tancredi, assieme a 4 imprenditori. «Le indagini sono state svolte da Ultimo, l’ufficiale dei carabinieri che arrestò Totò Riina». E’ uno dei dettagli emersi questa mattina durante la conferenza stampa alla quale ha preso parte anche il procuratore distrettuale antimafia dell’Aquila Fausto Cardella, il quale ha appunto  annunciato la presenza di Sergio De Caprio nell’inchiesta denominata ‘Redde rationem’ (collegata a quella “Do ut des” del gennaio 2014) sugli appalti della ricostruzione che ha portato oltre all’emissione delle misure cautelari (cinque ai domiciliari e un obbligo di dimora e obbligo di firma) anche a 13 avvisi di garanzia.

Questi i nomi delle persone arrestate (tutte ai domiciliari). Insieme a Pierluigi Tancredi: Maurizio Polisini, Andrea Polisini, Mauro Pellegrini e Giancarlo Di Persio. Obbligo di dimora e di firma per Nicola Santoro. Nell’inchiesta si fa riferimento a 12mila euro di consulenza per una società di incontri gestita dalla moglie di Tancredi, il quale avrebbe ottenuto dalle ditte coinvolte anche un contratto per “servizi” da 150 mila euro. Il tutto a fronte delle agevolazioni ottenute dalle ditte.Tra i tredici indagati ci sono dipendenti e funzionari comunali.

“Potevo dire tante cose alla magistratura e non le ho dette, per questo ti chiedo un aiuto economico”. e’ questa una delle richieste di denaro fatta da Tancredi pochi giorni fa a uno degli imprenditori coinvolti nell’inchiesta. “All’epoca dei puntellamenti aquilani ci fu un pactum sceleris tra imprenditori e quello che all’epoca era un rappresentante politico – questo emerge dall’inchiesta – che attualmente chiede pagamento per il suo silenzio”, ha detto la Picardi in riferimento a Pierluigi Tancredi, al quale il primo cittadino, all’indomani del sisma, conferì incarico di “consigliere delegato a supporto e raccordo nell’ambito delle azioni tese al recupero e salvaguardia dei beni costituenti il patrimonio artistico della Città dell’Aquila”. La Picardi ha spiegato che “se avesse rivestito ancora un incarico pubblico sarebbe stata concussione, ora si configura invece la tentata estorsione”. Gli appalti riguardano la prefettura dell’Aquila, una distilleria in piazza San Marco, il consorzio Angioino, Villa Palitti.

 

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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