Ricostruzione: dopo Errani un nuovo commissario

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 20-03-2014 Roma Politica Palazzo Chigi - Incontro governo / regioni Nella foto Vasco Errani Photo Roberto Monaldo / LaPresse 20-03-2014 Rome (Italy) Chigi palace - Meeting Government / regions In the photo Vasco Errani

Dopo Errani un nuovo commissario per la ricostruzione: lo ha annunciato il premier Gentiloni durante la conferenza stampa che si è svolta a palazzo Chigi con i governatori delle regioni colpite dal sisma. E sulla fine del suo mandato Errani chiarisce: “Nessun retroscena politico”.

“Vasco Errani concluderà il mandato a settembre come previsto e colgo occasione per ringraziarlo, ha fatto davvero un ottimo lavoro”. Così il premier Paolo Gentiloni, durante la conferenza stampa che si è svolta a palazzo Chigi alla presenza dei governatori delle regioni colpite dal sisma, ha ringraziato il commissario Vasco Errani per il lavoro svolto nella ricostruzione post-sisma, indicando una ridistribuzione delle responsabilità del commissario.

“Per una valutazione corretta del lavoro fatto in quest’anno si deve partire dalla sequenza di eventi sismici di dimensioni davvero senza precedenti”, ha dichiarato il premier Gentiloni, parlando di “impegno eccezionale” dello Stato. “L’accumulo di eventi sismici ha coinvolto 140 comuni colpiti e alcuni centri storici sono stati quasi annientati. Nonostante i grandi sforzi e le risorse di numerosi miliardi stanziati, non tutto sta marciando alla velocità necessaria: per questo rivolgo oggi il mio invito come capo del governo a tutte le amministrazioni, dalle Regioni ai Comuni, a fare il massimo sforzo e assunzione di responsabilità per accelerare le procedure: siamo al lavoro per superare i ritardi. Il governo continuerà a svolgere un ruolo di coordinamento in un sistema che si evolverà con una maggiore responsabilità di Regioni e territori.”

 

Le attività scolastiche nelle zone colpite dal sisma un anno fa “cominceranno tutte regolarmente”, ha assicurato il commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, nella conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Sono convinto che siamo di fronte a un impianto di ricostruzione che è il più innovativo e completo rispetto a eventi simili del passato. Per la prima volta si riconosce il cento per cento alle seconde abitazioni, oltre che alle prime. C’è un impianto complessivo a sostegno dell’economia inedito, che vale 1.360 milioni di euro. Va dalle zone franche fino ai danni indiretti fino al sostegno a nuovi investimenti. Il lavoro e l’impresa sono una leva decisiva per contrastare un problema fondamentale per questi territori già da prima, cioè lo spopolamento. Abbiamo indicato norme tecniche grazie al comitato scientifico per assicurare la resistenza sismica e il miglioramento sismico. Abbiamo ottenuto che in tutte le scuole danneggiate si farà l’adeguamento sismico: la programmazione è già iniziata”.
“Il 9 settembre scade il mio contratto”, ha aggiunto Errani. “Ringrazio Gentiloni e Renzi: con i governi e i premier c’è stato il massimo della collaborazione. Era una cosa chiara ed è finita perché era previsto che il mio ruolo finisse con la scadenza del contratto. E’ semplice, non ci sono retroscena, figuratevi se a 62 anni mi metto a fare ragionamenti su poltrone”, ha spiegato il commissario Vasco Errani, rivelando i motivi della fine del suo impegno come commissario per la ricostruzione post sisma.
“È da tempo che sottolineo che, fatto l’impianto, la ricostruzione è del territorio che in primo luogo deve assumere la gestione del processo e credo che l’impianto lo consenta. Questa è la verità, è semplice, non ci sono retroscena, non c’è stata una discussione nel governo”. L’ex governatore dell’Emilia Romagna afferma di prender “atto di altre interpretazioni” sul suo addio ma, aggiunge, “vi assicuro che sono sinceramente sereno e d’altra parte quando fui nominato si diede un’interpretazione politica; ora si dice che me ne vado per una poltrona. Chi mi conosce sa che questo non fa parte della mia storia, figuratevi se a 62 anni mi metto a fare questi ragionamenti”. Il percorso, concluso era “definito e credo che si chiuderà il 9 settembre. Si può vedere il percorso in tanti modi, ma l’unica unica cosa da non fare è cadere in semplicismi: 4 terremoti di queste dimensioni in un territorio così ampio hanno prodotto conseguenze davvero rilevanti. La verifica dei danni è ricominciata tre volte”.

 

“Ad oggi la popolazione assistita è di 7.500 persone, tra moduli container, alberghi e strutture comunali”, ha dichiarato il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, aggiungendo: “40mila persone hanno avuto il contributo dell’autonoma sistemazione, per cui sono stati spesi finora 200 milioni di euro. Fino ad oggi sono state effettuate 200mila verifiche di agibilità degli edifici lesionati dal sisma; ne restano 14mila. E su quelle effettuate, è stato accertato che il 44% degli edifici è agibile, il 41,6% non agibile a vario titolo. Il dipartimento della protezione civile ha anche verificato le scuole, 2.642 edifici, di cui sono risultate agibili 1.733”, ha aggiunto Borrelli, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Quanto alla viabilità, il capo della protezione civile ha ricordato che il governo ha deciso di fare un piano straordinario per il ripristino, affidato ad Anas e ministero delle infrastrutture, grazie al quale ci sono stati “251 interventi complessivi, per complessivi 473 milioni di euro. Quattro i lavori ultimati”. Infine, Borrelli ha spiegato che grazie alle donazioni, la Protezione civile ha raccolto 35 milioni di euro, dei quali 23 milioni attraverso gli sms e il resto con altre donazioni private.

 

“La ricostruzione sarà certa: è un impegno preso. I cittadini mantengano la speranza. Ma la forza motrice non può che essere la fiducia dei cittadini di questi territori”, ha aggiunto in conferenza stampa il premier Paolo Gentiloni. “La circolare sulle tasse nelle zone colpite dal terremoto è in via di correzione. La ‘governance’ della ricostruzione del post terremoto è regolata dalla legge e si basa sulla figura del commissario; nelle prossime settimane ragioneremo su un’evoluzione perché siamo in una fase di passaggio. Sono ancora vivi i problemi dell’emergenza ma stiamo entrando nella fase di ricostruzione che deve vedere un protagonismo più accentuato dei territori. Certo non accadrà domani mattina perché ci vuole una legge”, ha aggiunto Gentiloni, spiegando l’evoluzione nella gestione della macchina, dopo che a settembre Vasco Errani lascerà l’incarico di commissario. “Ci sarà un nuovo commissario”, ha annunciato il premier Gentiloni, chiarendo chi avrà la responsabilità nella ricostruzione post sisma dopo l’addio di Errani.

 

“Ringrazio per il lavoro fatto: noi Abruzzesi abbiamo vissuto il terremoto del 2009, dove questa macchina non è stata così veloce, sia dal punto di vista delle risorse sia delle norme. C’è stata la capacità di fare tesoro delle precedenti esperienze”: lo ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, nel corso della conferenza stampa sulla ricostruzione post-terremoto a Palazzo Chigi. D’Alfonso ha spiegato che “i comuni abruzzesi colpiti dal sisma dell’agosto 2016 e seguenti sono stati 23, per un totale di 103 mila abitanti coinvolti. Le verifiche dei danni sono state finora 7.500 e le persone attualmente assistite sono 5.300, di cui 1.400 negli alberghi”. Ha aggiunto che solo in quattro comuni ci sono macerie pubbliche ancora da rimuovere e che entro ottobre tutte le casette (chieste da 13 comuni) saranno consegnate. “Rispetto al sisma de L’Aquila questa volta la zona franca fiscale ha aiutato molto. Ci sono ragioni per continuare a scommettere”.

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