Regionali Abruzzo: centrodestra cauto su “nomination” a Fd’I

Dopo l’assegnazione a Fratelli d’Italia della candidatura a guidare la coalizione delle regionali in Abruzzo, le frenate degli alleati. Incontro Pagano-Bellachioma. La doppia strategia.

“Abbiamo come obiettivo finale la vittoria del centrodestra e non possiamo permettere che ci sia solo un candidato di bandiera. È necessario un candidato della società civile autorevole e vincente”. Dichiarazione dettata all’ANSA dal coordinatore Regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, in merito alla decisione al vertice dei tre leader dei partiti di centrodestra di affidare la candidatura di presidente della Regione alle prossime elezioni del 10 febbraio 2019 a Fratelli d’Italia. “Forza Italia in Abruzzo – ha detto Pagano – ha preso atto di questo accordo. Certo in Abruzzo avevamo il candidato ideale per la vittoria finale in termini di autorevolezza e credibilità. Ovviamente essendo Forza Italia il partito di centrodestra più radicato sul territorio, è chiaro che c’è malumore tra i militanti e gli amministratori però – ha aggiunto Pagano – il valore della tenuta del centrodestra unito che si è raggiunto con l’accordo ovviamente ci rende responsabili. La scelta del candidato presidente che vada a una formazione minore, una formazione che oggettivamente raccoglie un numero di consensi molto al di sotto di quelli di Forza Italia ma anche della Lega, è ovvio che un po’ ci preoccupa. Berlusconi mi ha assicurato che il patto con Fratelli d’Italia è che la rosa di candidature deve essere autorevole ma che dovrà essere condivisa. Non è possibile immaginare o ipotizzare – conclude Pagano – che venga scelto un candidato che non sia ritenuto forte, autorevole e vincente anche da Forza Italia”. Concetto condiviso anche dal coordinatore regionale della Lega Giuseppe Bellachioma, che si è visto con Pagano.

IL DOPPIO BINARIO – Sia Forza Italia che la Lega, infatti, in questi giorni agiranno su un doppio binario: da un lato nei confronti dei vertici nazionali stando all’erta su una eventuale ridiscussione dell’accordo (in politica mai dire mai); dall’altro in Abruzzo, dove hanno sostanzialmente avanzato a Fratelli D’Italia la richiesta di non indicare un suo dirigente di partito, ma almeno un esponente di area, preso dalla società civile, che possa far rientrare gli attuali maldipancia nella base dei due partiti. Situazione con alcune incognite, insomma, ma -da due giorni- con una solida certezza: per l’Abruzzo la golden share è tutta in mano a Giorgia Meloni.

ROTONDI,”In Abruzzo ci sono i democristiani, dove andate senza di noi ?” –  Gianfranco Rotondi neo-presidente della rinata Democrazia Cristiana che terrà i propri Stati Generali a Roma a fine novembre commenta: “In una Regione democristiana come l’Abruzzo i tre principali partiti del centrodestra si giocano la presidenza al tavolo verde senza nemmeno consultare i partiti democristiani dell’alleanza. Auguri ma dove andate senza di noi? Perché non è detto che ci saremo, a questo punto. La Dc è federata a Forza Italia ma non prende ordini dalla lettura dei giornali né in Abruzzo, né in Sardegna, né in Basilicata e né in Piemonte (dove i nostri voti sono stati sempre determinanti)”.

 

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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