Processo “Terre d’oro”, smembrato in tre tronconi

La DDA da L’Aquila divide in tre tronconi l’iter processuale per lo scandalo “Terre d’oro”. Inviati a Pescara e Chieti gli atti relativi alle singole discariche.

L’inchiesta, che deflagrò negli arresti disposti esattamente un anno fa, riguarda l’ipotesi di smaltimento abusivo di tonnellate di terra e di rocce provenienti dai cantieri soprattutto dell’area metropolitana. Le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia si sono avvalse dell’apporto investigativo del Corpo Forestale dello Stato. Figura centrale quella dell’imprenditore teatino Filippo Colanzi (che finì ai domiciliari), e dei suoi familiari. Il nucleo principale degli indagati affronterà il prossimo 8 marzo l’udienza preliminare a L’Aquila dove il Gip deciderà sull’eventuale rinvio a giudizio. Spediti alle procure di Chieti e Pescara gli atti di indagine relativi alle singole discariche, e alle aziende del settore dell’area metropolitana coinvolte nei presunti traffici illegali. Saranno le rispettive Procure a presentare eventualmente le richieste di processo a carico dei numerosi indagati.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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