Pnalm: due indagati per il sentiero asfaltato

Pnalm: con l’accusa di distruzione e deturpamento di bellezze naturali e violazione del codice sui beni culturali e del paesaggio risultano indagati i committenti e gli esecutori dei lavori del sentiero asfaltato a Villavallelonga, nel territorio del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Queste dunque le ipotesi di reato che la procura della Repubblica del tribunale di Avezzano avrebbe iscritto a carico degli indagati: il responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Villavallelonga e il direttore dei lavori.

Al vaglio della procura marsicana ci sono i documenti riguardanti il progetto della strada, l’approvazione della Regione, i nulla-osta concessi inizialmente dall’ente parco nazionale, le valutazioni di impatto ambientale e le prescrizioni che lo stesso parco nazionale aveva richiesto al comune. In particolare il parco aveva prescritto che il manto stradale si bloccasse al fontanile alla base delle valli “Cervara” e “Tasseto”, ma in realtà la lingua d’asfalto è stata prolungata fino al fontanile dell’Aceretta, poco dopo l’omonimo rifugio.

A condurre l’inchiesta, partita dalla denuncia dell’ente parco, è la pm Savelli. Era stato lo stesso parco a intimare al comune di Villavallelonga di bloccare i lavori e rimuovere l’asfalto nell’ultimo tratto verso l’Aceretta, per un totale di circa due chilometri.

Per il momento il sindaco di Villavallelonga, Lippa, ha scelto di non rilasciare dichiarazioni.

L'autore

Anna Di Giorgio
Anna Di Giorgio nasce a Moncalieri (Torino), ma dall’età di quattro anni vive in Abruzzo. Ha conseguito la laurea in Lettere moderne presso l’università “G. d’Annunzio” di Chieti. Iscritta all’albo dei giornalisti dal 2002, è professionista dal 2010. Lavora per Rete8 dal 2005.

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