Pescara, mare inquinato solo fino a Via Balilla

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Gli ultimi dati di oggi sulla balneabilità a Pescara: mare inquinato solo nel tratto dalla Madonnina fino a Via Balilla. Si farà il bagno sul 94% del litorale

Fosso Vallelunga, è stata firmata nel pomeriggio l’ordinanza di revoca del divieto di balneazione. Del Vecchio: “Domani gli uffici chiederanno alla Regione l’autorizzazione a revocare il divieto anche per via Muzii e via Galilei”. 

Prima le notizie buone o quella (l’unica) cattiva?

Le ultime analisi in arrivo dall’Arta a Palazzo di Città confermano quanto era già sostanzialmente noto e rafforzano l’ottimismo dell’amministrazione comunale. A Fosso Vallelunga i dati del terzo prelievo consecutivo sono risultati nuovamente favorevoli, e nel pomeriggio il Sindaco Marco Alessandrini ha firmato la revoca del’ordinanza. Confermato il ritorno all’interno dei parametri di conformità anche all’altezza dei punti di prelievo di Via Galilei e di Via Muzii. Qui per la scomparsa dei divieti occorrerà attendere qualche giorno in più. Il Comune, per entrambe le situazioni trasmetterà, domani stesso, la documentazione alla Regione: quest’ultima dovrà firmare una apposita determina con la quale potranno essere rimossi i cartelli.

“A questo punto – ha commentato il Vice Sindaco Enzo Del Vecchio – possiamo dirci soddisfatti nell’iniziare vedere appagati gli sforzi degli ultimi mesi. A Pescara la stagione inizia con il 94% della spiaggia balneabile, e soprattutto abbiamo rimosso gran parte delle cause dell’inquinamento. Dispiace soltanto per la situazione di Via Balilla, dove i campionamenti -sia pure ancora fuori dai limiti- sono in costante miglioramento”.

La notizia cattiva si riferisce proprio a quest’ultima situazione. Dati di poco, ma negativi, anche nel più recente prelievo sul tratto che va dalla Madonnina a Via Balilla. Qui il divieto resterà almeno fino a metà giugno. Le analisi non potranno essere ripetute prima di allora. E servirà lavorare ancora per sovvertire la situazione.

Sull’emergenza mare inquinato da registrare la nota del Presidente della Commissione Vigilanza della Regione Mauro Febbo del capogruppo di Forza Italia Lorenzo Sospiri che si scaglia contro la riduzione di fondi imposti all’Arta:

“La Regione delle chiacchiere e degli spot però ha questo modo di operare – sottolineano Febbo e Sospiri – e mentre D’Alfonso e i suoi si occupano della propaganda, dall’altro si tagliano i fondi del bilancio regionale destinati all’ambiente, di cui una quota parte deve essere destinata alle spese di investimento per attrezzature necessarie ai controlli ambientali e strumentazione di laboratorio: nel 2013 il contributo ammontava a 1.200.000 euro, 1.100.000 euro nel 2014 , 1.500.000 euro nel 2015 e solo 750.000 euro nel 2016. Ecco come la Regione si impegna per la tutela dell’ambiente: taglia le risorse del 50%!!! È questo si traduce in una sostanziale riduzione dei controlli sui depuratori nelle zone interne (come se poi non arrivasse ugualmente a valle) e una drastica riduzione delle istruttorie tecniche Aia che vengono svolte, o meglio dovrebbero esserlo, nei confronti delle oltre 100 grandi e medie e aziende regionali (da Sevel ad Amadori per capirci) e sono indispensabili per il funzionamento del ciclo produttivo e conseguentemente occupazionale. Tradotto in termini pratici inquinamento e disoccupazione!!!

Immediata la replica dell’assessore Mario Mazzocca che in una nota, nello specifico, chiarisce così la questione sulla riduzione dei fondi all’Arta:

“L’importo complessivo dei due trasferimenti ammonta a 13.246.000,00 euro con una differenza, rispetto alla precedente annualità, di 750.000,00 euro in meno, pari al 5% dell’ammontare complessivo di risorse trasferite. Si tenga conto che per gli anni precedenti al 2015, il contributo di funzionamento concesso all’A.R.T.A., negli anni non ha mai superato il 1.200.000 euro.”

Riportiamo la nota di Giovanni Damiani, Direttore Tecnico Arta Abruzzo:

“Pervengono domande e commenti da parte di cittadini che non si spiegano come sia possibile che tratti di litorale fino a pochi giorni fa interdetti alla balneazione tornino “improvvisamente” puliti e balneabili.
L’Arta tiene a spiegare il presunto mistero che finisce per creare, tra i meno informati, confusione e sospetti.
Il fenomeno è riconducibile all’estrema variabilità di ciò che avviene nell’ambiente.
Nel caso specifico sono sei i principali fattori in gioco:
1) il fiume, avendo acque “leggere”, scivola sopra le acque marine più dense spandendosi attorno all’area di foce;
2) a seconda della velocità di corrente si produce una diversa distribuzione delle acque fluviali in mare;
3) il rimescolamento tra le acque fluviali e quelle marine è lento con il mare calmo mentre è favorito dal moto ondoso;
4) la diffusione delle acque fluviali sopra le superfici marino-costiere dipende dalla direzione e intensità del vento;
5) la diffusione delle acque fluviali sopra le superfici marino-costiere dipende dalla direzione e intensità delle correnti marine;
5) in caso di pioggia si verifica un incremento di inquinamento dovuto agli scaricatori di piena collocati lungo i sistemi fognari e presso i depuratori (questi ultimi verrebbero disattivati se ricevessero portate accessive e gli scaricatori sono dunque necessari nelle fognature miste per preservarli).
Proprio per questa estrema variabilità, influenzata da molteplici fattori, viene effettuato il monitoraggio, vale a dire analisi ripetute nel tempo, in punti prefissati.
Se la situazione fosse semplice e immutevole, basterebbe una sola analisi per tutto l’anno. Invece, dal momento che le condizioni mutano, i prelievi e le analisi si fanno continuamente.
Per utilizzare un paragone esplicativo, si pensi all’atmosfera: nessuno si chiede perché subito dopo una pioggia battente all’improvviso esce il sole!
I fenomeni che avvengono in natura (anche quelli inquinanti) sono faccende dinamiche, mutevoli e complesse.”

Di seguito il comunicato e il commento del Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua:

“Balneazione a Pescara: Daje, daje e daje, la cipolle divende aje. Fosso Vallelunga: il tratto riaperto dopo 8 analisi oltre i limiti in due mesi su 11 prelievi… Anche informazioni inesatte dal comune di Pescara, il tratto in questione è classificato “sufficiente” e non “eccellente”.
Abbiamo letto il comunicato del comune di Pescara sulla riapertura alla balneazione del tratto di Fosso Vallelunga.

a)Facciamo notare che il tratto costiero antistante Fosso Vallelunga è classificato, sulla base della normativa comunitaria, in classe “sufficiente” (la penultima; l’ultima è “scarsa”) e non, come incredibilmente sostenuto dal Comune di Pescara, in classe “eccellente” (nel comunicato del comune si legge “che riconducono i livelli di balneabilità alla classificazione di acque eccellenti che ha quella zona.”). A tal proposito alleghiamo l’allegato alla Delibera della Giunta Regionale con la classificazione 2016 dei tratti costieri e lo screenshot del Portale Acque del Ministero della Salute da cui si evince chiaramente la reale classificazione del tratto in questione.
Ricordiamo che le norme sulla balneazione obbligano i Comuni a dare informazioni corrette e aggiornate alla cittadinanza. Invitiamo quindi il Comune alla rettifica.

b)In relazione alla riapertura alla balneazione del tratto in questione segnalata con i soliti toni trionfalistici facciamo notare che nei primi due mesi del 2016 il tratto è stato sottoposto ad un vero e proprio “accanimento” analitico. Oltre ai due controlli di routine ha ricevuto ben nove controlli suppletivi da parte dell’ARTA. Ci verrebbe da dire Daje, daje e daje, la cipolle divende aje.

L’ultimo ha finalmente dato esito positivo ma il panorama è sconcertante: degli 11 controlli ben 8 in due mesi sono risultati oltre i limiti di legge!
Il comune di Pescara sostiene di aver eliminato tutte le fonti di contaminazione. Riteniamo che sarebbe stato più saggio attendere la stabilizzazione dei dati, visto che la stessa ARTA oltre al buon senso attesta che ci sono molti fattori che possono influire sui risultati (correnti; mareggiate ecc.).
Alleghiamo quindi la tabella dei controlli 2016 appena presa dal sito dell’ARTA.
Cosa aggiungere?”, conclude la nota del Forum H2O.

 

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L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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