Pescara, bimba ingoia pila al litio

E’ successo molte volte e in tanti luoghi del mondo, eppure sembra che i precedenti non bastino ad evitarlo: a Pescara bimba di 2 anni ingoia pila al litio e viene operata d’urgenza.

Basta una attimo di distrazione a fare sì che un bimbo ingerisca ciò che non dovrebbe. Questa volta è accaduto a Pescara, dove una bimba di due anni è stata ricoverata d’urgenza per aver ingoiato una batteria al litio, una di quelle piccole che si usano per gli orologi. Il medico di turno l’ha immediatamente sottoposta agli esami necessari per localizzare la piletta, risultata bloccata nell’esofago. Non essendo stato possibile estrarre la pila per via endoscopica, i medici hanno deciso di intervenire chirurgicamente. Proprio la tempestività dell’intervento potrebbe rivelarsi l’elemento chiave per salvare la vita della piccola, visto che se la pila avesse raggiunto lo stomaco avrebbe potuto rilasciare sostanze altamente tossiche o scariche elettriche ustionanti. La raccomandazione dei sanitari è sempre la stessa: le batterie non vanno mai lasciate in giro, alla portata dei bambini, meglio riporle in luoghi inaccessibili.

L’ingestione di corpi estranei è un problema comune a tutte le fasce d’età, anche se la stragrande maggioranza riguarda i bambini. Particolarmente a rischio sono quelli dai sei mesi ai sei anni, con il picco di massima incidenza tra uno e due anni di vita. I corpi estranei vengono spesso inseriti negli orifizi esterni (narici, condotto uditivo esterno, vagina) o, in misura minore, ingeriti. Alcune peculiarità predispongono il paziente pediatrico all’ingestione o all’aspirazione di corpi estranei, per esempio, un controllo della deglutizione ancora immaturo e l’assenza di molari e premolari (che comporta una ridotta masticabilità del cibo). Inoltre, nella fase di crescita che va dai tre ai sei mesi, il bambino utilizza l’esplorazione tattile e orale per instaurare una relazione con gli oggetti esterni.

Le micropile, definite anche “disk batteries” o “batterie a bottone”, sono comunemente presenti nell’ambiente domestico e costituiscono un rischio rilevante per il bambino, viste le gravi complicanze che possono scaturire a breve distanza dall’ingestione. Se non si interviene tempestivamente la pila può aderire alla parete esofagea e provocare fistole esofago- aortiche. Le micropile  possono portare danni locali come erosione, perforazione dell’esofago o dell’apparato gastrico e persino morte del soggetto. Le conseguenze principali sono: genesi di corrente elettrica diretta a basso voltaggio, potenziata dall’avvenuto contatto tra la batteria e l’ambiente umido del tratto gastroenterico. Si formano ioni idrogeno che danneggiano i tessuti circostanti con esiti che vanno dall’ustione elettrica alla severa distruzione focale di tessuto; liberazione del contenuto della batteria, cioè di una soluzione alcalina che provoca necrosi colliquativa e danno nel sito d’impatto. Tale evenienza non fa seguito unicamente alla rottura del guscio esterno, ma si verifica quando la batteria viene a contatto con l’ambiente umido della mucosa; pressione esercitata a livello locale sul tessuto. Tossicità da metalli pesanti, teoricamente possibile se si considera la verosimile degradazione della batteria a livello gastrico e l’assorbimento sistemico degli elementi liberatisi. Uno studio in vitro ha dimostrato come una batteria a bottone, immersa in un liquido la cui composizione simula quella dell’ambiente gastrico, inizi a rilasciare i propri componenti entro 24-72 h con un percettibile livello di metalli tossici già evidente dopo sole 4 h. Le batterie possono rilasciare: zinco, litio, manganese, ossido d’argento e ossido di mercurio. Sebbene attualmente non sia raccomandato il monitoraggio dei livelli ematici di tali elementi.A volte è difficile distinguere l’immagine di una batteria a bottone da quella di una moneta, il corpo estraneo più comunemente ingerito dal bambino, anche se alcuni dettagli evidenziabili radiograficamente possono aiutare l’esaminatore. In alcuni casi, se la micropila è transitata nello stomaco e il paziente è asintomatico, non vi è indicazione all’estrazione, in quanto l’85% delle batterie che attraversano il piloro verrà eliminato entro 72 ore. In questo caso vanno osservate le feci per accertare l’avvenuta espulsione.

Sii il primo a commentare su "Pescara, bimba ingoia pila al litio"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato


*