Pescara, assistenza domiciliare tagliata a 60 malati

Sulle famiglie i primi effetti dei tagli ai servizi sociali per le difficoltà finanziarie del Comune di Pescara. Assistenza domiciliare “congelata” fino al 31 marzo per 60 malati.

Per altri 90 sarà ridotta l’assistenza assicurata dalla coop. Polis. Una decisione che ha messo in gravi difficoltà le famiglie e che ha scatenato le proteste dello Spi-Cgil, che ha organizzato un sit-in di protesta sotto al Comune mercoledì mattina alle 10,30.

Lo stop al servizio è scattato da oggi, ed investe -tra i 200 malati complessivamente assistiti a Pescara- 60 per i quali la sospensione delle prestazioni sarà completa e 90 a cui le fasce orarie di Adi saranno ridotte. Una platea di malati di Alzheimer, Parkinson, non autosufficienti, tetraplegici e invalidi totali, le cui famiglie si trovano già improvvisamente (il preavviso è stato breve) di fronte a problemi logistici ed economici non semplici da affrontare.

IL COMUNE è fiducioso sul ripristino dell’assistenza dal prossimo 1 aprile: sono in arrivo le risorse economiche che mancavano al momento dei tagli – ha spiegato l’assessore al Welfare Giuliano Diodati- e si sta predisponendo il nuovo bando per l’affidamento del servizio.

LO SPI CGIL chiede l’immediata riattivazione del servizio, in quanto è in questione l’assistenza primaria (già tagliata del 30% in passato),  mentre dalla politica arrivano gli strali di Maurizio Acerbo (Prc) e Massimiliano Pignoli (Lista Teodoro), pronto a presentare una valanga di emendamenti in Consiglio Comunale.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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