Figlio di pentito ruba al capo della Mobile di Chieti

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Era il figlio di un collaboratore di giustizia l’autore della rapina a Francavilla nell’abitazione di Francesco Costantini, capo della Mobile di Chieti

Ha patteggiato un anno e 8 mesi di reclusione G.C.M. , 25enne originario della Calabria ma residente in Abruzzo, G.C.M. le sue iniziali, figlio di un testimone di giustizia, davanti al gup del Tribunale di Chieti Antonella Redaelli. Il giovane, accusato di concorso anomalo in rapina aggravata, venne arrestato nel luglio scorso. Aveva svolto il ruolo di ”palo”in occasione di un furto, poi sfociato in rapina impropria, commesso a marzo con un complice albanese, un trentenne poi risultato irreperibile, ai danni del dirigente della Squadra Mobile di Chieti Francesco Costantini (nella foto). L’albanese entrò nell’abitazione di Costantini, a Francavilla al mare, dopo aver forzato una finestra e portò via orologi e preziosi per un valore di 8.000 euro. Il furto si trasformò in rapina impropria perché il dirigente di Polizia rientrò sorprendendo il ladro il quale, brandendo un cacciavite, gli diede una spinta e lo strattonò riuscendo a fuggire. G.M.C. è stato rimesso in libertà con l’obbligo di firma due volte alla settimana.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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