Operazione antidroga tra Chieti e Pescara, 25 misure cautelari

25 provvedimenti cautelari in esecuzione dall’alba di oggi 3 settembre nell’operazione antidroga “Tallone d’Achille” di Polizia e Gdf, per sgominare il mercato degli stupefacenti tra Chieti, Pescara e Bucchianico: tre i giri criminali coinvolti.

Sequestrati ingenti quantitativi di stupefacenti ed eseguita circa una trentina di provvedimenti cautelari dalle prime luci dell’alba di stamani nella maxioperazione antidroga di squadra mobile e Gdf di Chieti. Nel mirino tre gruppi criminali: uno albanese con base a Bucchianico, il secondo specializzato nello spaccio alla “movida” a Chieti Scalo ed il terzo pescarese.

 

IL COMUNICATO DELLA QUESTURA

Questa mattina personale della Squadra Mobile della Questura di Chieti, del Servizio Centrale Operativo e della Compagnia della Guardia di Finanza di Chieti, nell’ambito delle attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza che dispone misure cautelari coercitive, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Chieti Dott. Luca De Ninis, su richiesta avanzata dai P.M. titolari dell’indagine della locale Procura della Repubblica – Proc. Capo Francesco Testa e Sost. Proc. Dott. Giancarlo Ciani – nei confronti di 25 persone, resesi responsabili a vario titolo di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

L’attività illecita documentata ha consentito di individuare e disarticolare tre diversi sodalizi criminali, composti da soggetti italiani e albanesi, operanti nelle province di Chieti, Pescara e L’Aquila, dediti in forma continuativa alla detenzione ed allo spaccio delle sostanze stupefacenti.

Il primo gruppo, individuato nel cd. “canale albanese”, la cui base operativa era stata impiantata in un’ampia e isolata tenuta agricola nel comune di Bucchianico (CH), è risultato essere composto perlopiù da personaggi di origine balcanica e gestito da un trentenne albanese – irregolare sul territorio dello Stato a capo di una fitta rete di spaccio messa in atto soprattutto sul territorio teatino.

Il secondo gruppo, indicato quale “gruppo scalino,” e perlopiù composto da soggetti caratterizzati dall’appartenenza alla tifoseria organizzata della Chieti Calcio “89 mai domi”, aveva impiantato il proprio quartier generale in due noti locali ubicati in Chieti Scalo, il Pub “The Wanted” ed il ristorante Braceria “Bulldozer”. Era proprio in queste due fiorenti attività commerciali che giungevano e poi venivano lavorate e smistate per lo spaccio al minuto ingenti partite di cocaina destinate prioritariamente alla movida teatina. Proprio per la particolare ermeticità di tale gruppo,  si è fatto ricorso all’intervento di agenti undercover del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato che, anche attraverso l’utilizzo di telecamere nascoste, ha consentito di disvelare la fitta rete di spaccio gravitante attorno ai due locali, consentendo di acquisire quelle sostanziali fonti di prova sull’attività illecita svolta nei due predetti locali commerciali.

Nel corso delle indagini, veniva, inoltre, individuato il cd. “gruppo pescarese” al quale si giungeva attraverso approfondimenti investigativi svolti sul conto di una persona, originaria di Cerignola (FG), di notevole spessore criminale il quale, tramite l’appoggio in questa provincia di una cittadina cubana, era in affari con due noti personaggi di spicco della malavita pescarese.

Le complesse e articolate attività di indagini condotte hanno consentito nel corso delle indagini di eseguire 10 arresti in flagranza e di sequestrare oltre 32 Kg. di sostanza stupefacente del tipo marijuana, cospicui quantitativi di cocaina e hashish, nonché euro 73.000,00 in contanti, quale provento dell’illecita attività di spaccio.

 

Tre gruppi di azione, il principale, quello albanese di stanza a Bucchianico, quello cosiddetto scalino, che operava sotto mentite spoglie in due locali della movida a Chieti Scalo, il “Bulldozer” a il “The Wanted”, ed il gruppo cosiddetto “pescarese” al quale gli inquirenti sono giunti seguendo le tracce di un noto pregiudicato di Cerignola che, attraverso un’intermediaria cubana, aveva allacciato rapporti con due esponenti di spicco della malavita del capoluogo adriatico. Tre gruppi in rete tra loro, per gestire una complessa attività di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, dalla marijuana fino alla cocaina. Oltre due anni d’indagini da parte della squadra mobile di Chieti diretta dal vice questore Miriam D’Anastasio, attraverso anche l’utilizzo di agenti sotto copertura, con il sostegno della Guardia di Finanza di Chieti che da tempo attenzionava i due locali di Chieti Scalo sui quali gravavano sospetti circa guadagni non conformi alla loro mera attività di ristorazione. Si è arrivati così ad emettere da parte del Gip De Ninis su richiesta del Pm Ciani, 25 misure cautelari: 5 in carcere, dodici ai domiciliari ed 8 con l’obbligo di dimora. Tra questi noti esponenti anche della tifoseria organizzata del Chieti. 32 i chilogrammi di droga sequestrata oltre ad una cifra non indifferente di 73 mila euro in contanti, quale provento dell’illecita attività di spaccio. L’apice dell’organizzazione composto da personaggi albanesi residenti a Bucchianico, a loro arrivava droga da varie regioni, in particolare dalla Campania, nei due locali di Chieti Scalo, invece, la droga veniva lavorata e smistata, fiorenti anche i rapporti con la malavita pescarese con la quale l’organizzazione collaborava. Un altro duro colpo ad un certo humus del tessuto sociale a Chieti Scalo, una realtà che, secondo il capo della Procura di Chieti, Francesco Testa, non è più da considerarsi tranquilla:

“Chieti Scalo non è più un’isola felice – dichiara Testa – e frequenti segnalazioni ci giungono dai residenti ai quali dico di stare comunque tranquilli perché la nostra tutela e la nostra presenza non verrà mai meno.”

Inquietante, poi, l’aspetto relativo agli assuntori, in particolare di cocaina:

“Si, prevalentemente giovanissimi – segnala il capo della Mobile di Chieti Miriam D’Anastasio – non oltre i 22 anni, e questo ci da uno spaccato davvero inquietante della realtà giovanile in quella zona di Chieti.”

Fondamentale, nell’attività d’indagine, il contributo offerto dagli agenti sotto copertura:

“A loro va un particolare ringraziamento – sottolinea il questore Ruggero Borzacchiello – grazie alla loro alta professionalità è stato possibile ottenere importanti riscontri sul piano investigativo.”

Utile anche la sinergia con la Guardia di Finanza:

“Su Chieti Scalo ed in particolare su una serie di attività commerciali della zona – spiega il colonnello Serafino Fiore, comandante del Nucleo provinciale della Gdf – da tempo stiamo vigilando in maniera approfondita ed è risultato utile incrociare i dati tra noi ed i colleghi della Squadra Mobile per giungere a determinate conclusioni.”

Il servizio del Tg8

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.