Neonato in coma a Chieti, madre assolta da calunnia

Assolta dal Gup Luca De Ninis la donna di Fara San Martino madre del neonato in coma a Chieti dopo il parto. Accusò gli operatori di ostetricia di non averla informata e venne da loro denunciata per calunnia.

Michaela Runca, rumena (nella foto) residente a Fara San Martino partorì nel novembre 2011 al Policlinico di Chieti. Il bimbo nacque prematuro e -secondo la sua denuncia- cadde due volte per  una distrazione del personale di ostetricia prima di essere messo in incubatrice. La madre non lo ha mai potuto toccare ma aveva notato (e documentato con foto) lividi e bendaggi del bimbo in incubatrice. Il personale ha sempre negato la caduta, ma il figlio era comunque caduto in coma.

Dopo il suo esposto-denuncia contro ignoti Michaela ha rischiato anche di perdere il bimbo, nel frattempo guarito. I servizi sociali glielo tolgono perché lei non ha un lavoro fisso (anche se vive con il marito italiano e fa lavori saltuari).

Poi la giustizia le dà ragione due volte: dapprima il tribunale dei minorenni le riaffida il bimbo e poi, proprio in questi giorni, assistita dalla legale Monica D’Amico, ottiene l’assoluzione del Gip di Chieti dall’accusa di aver calunniato il personale del SS.Annunziata.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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