Minacce e falso attentato a Bonanni, testimoniano i carabinieri

Entra nel vivo il processo a Chieti per il falso attentato a Bonanni a Francavilla. I Carabinieri ricostruiscono le indagini.

Furono arrestati e oggi sono imputati Davide Nunziato, 33enne, di Francavilla, per procurato allarme con l’aggravante dell’eversione dell’ordine democratico, e Donato Colasante, 22 anni di Guardiagrele. I due, per la Procura distrettuale dell’Aquila avrebbero, con finalità eversive minacciato l’allora segretario generale della Cisl.

Davanti ai giudici del Tribunale di Chieti i Carabinieri hanno deposto ricostruendo innanzitutto l’accaduto della notte del 21 marzo del 2014, quando una chiamata anonima da una cabina segnalò a Francavilla al Mare un ordigno piazzato accanto al cancello dell’abitazione di Raffaele Bonanni: venne lasciata una busta di plastica contenente bulloni di ferro avvolti con carta stagnola, dalla quale fuoriusciva un filo elettrico. Sul posto intervenne la Squadra Antisabotaggio dell’Arma. Gli artificieri hanno testimoniato che non era un ordigno esplosivo, ma una “simulazione di ordigno, nella busta non c’era polvere pirica”. Fu una intuizione a far individuare Nunziato come l’autore della telefonata: la registrazione della telefonata giunta al 112 fu fatta ascoltare ad un appuntato, Cristian Paoloemilio, che in passato aveva indagato proprio su Nunziato per questioni di armi. Presso il Ris di Roma venne eseguita una comparazione fra due voci sia con l’analisi linguistica che quella strumentale. “La probabilità che si trattasse della stessa voce era 144 volte maggiore rispetto all’ipotesi contraria”, ha spiegato in aula il tecnico del Ris. Gli imputati oggi non erano presenti all’udienza: Nunziato è ancora in carcere in quanto accusato anche di detenzione di due pistole e un fucile, mentre Colasante è ai domiciliari.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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