Megalò 3, chiesto il processo per Di Primio e altri 5

C’è anche il sindaco di Chieti Umberto Di Primio tra le sei persone a carico delle quali la Procura de L’Aquila ha chiesto il rinvio a giudizio per l’inchiesta Megalò 3

Si tratta di un filone parallelo a quello dell’inchiesta “Terre d’oro”, sempre della DDA del Capoluogo, nella quale è coinvolto anche  l’imprenditore Enzo Perilli. Quest’ultimo è l’anello di congiunzione con questo ulteriore filone di indagine (sulla realizzazione di Megalò 3) per il quale i sostituti Picuti e Mancini hanno chiesto nei giorni scorsi il rinvio a giudizio, a vario titolo, anche del sindaco di Chieti Umberto Di Primio, del segretario generale dell’autorità di bacino Michele Colistro, del commercialista Paolo Di Martino e degli architetti Giovanni Melozzi e Umberto Di Renzo. Secondo le accuse (indagini del CFS e della squadra mobile di Pescara) Perilli, costruttore e comproprietario del terreno, avrebbe ottenuto favori dal sindaco e dal segretario dell’autorità di bacino per tentare di rimuovere gli ostacoli al progetto di ampliamento edilizio. Sempre secondo le accuse Di Primio, in cambio del “sostegno” all’iniziativa imprenditoriale avrebbe ottenuto da Perilli vantaggi patrimoniali di vario tipo, anche in concomitanza con la campagna elettorale. Ora gli indagati dovranno comparire in udienza preliminare davanti al Gup che deciderà se rinviarli a giudizio o proscioglierli dalle accuse.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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