Jazz, L’Aquila come…Woodstock

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Jazz, L’Aquila come Woodstock. Succederà domani per quello che è considerato il più grande evento jazz in Italia. Nel capoluogo di regione arriveranno circa 600 musicisti per 100 concerti e 12 ore ininterrotte di musica.

Dalle ore 12 alla mezzanotte si suonerà ovunque, in 20 postazioni disseminate in tutta la città oltre a jam session improvvisate.

Una vera e propria maratona jazz, una vetrina di eccellenza per un evento che non ha precedenti in Italia. Questo è la kermesse mastodontica dal titolo emblematico: “Il jazz italiano per L’Aquila”, per ricostruire non tanto le strade, ma un tessuto sociale sfibrato da una città che non esiste più e che stenta a rimettere insieme i cocci di un’esistenza che non è soltanto fatta di strade e palazzi, ma anche di cultura, economia sport, socialità.

Intanto diciamo subito cosa non è “Il jazz italiano per L’Aquila”: non è – come dice il titolo stesso – un festival internazionale, resterà deluso chi non vedrà grossi nomi di star del mondo. Ma è qualcosa di diverso e forse anche di più bello: 600 musicisti di tutt”Italia che suoneranno per 12 ore, da mezzogiorno a mezzanotte, 100 formazioni musicali, 20 luoghi di spettacolo nella città ancora fasciata dai puntellamenti e piena di cantieri della ricostruzione.

Non ci sarà angolo di città senza una voce. Voci come quelle di Enrico Rava, Danilo Rea, Enrico Pierannunzi, Franco D’Andrea, Antonello Salis, Gianni Coscia, Gianluigi Trovesi, Rita Marcotulli, e poi Gino Paoli, voce prestata al jazz ormai da tempo a cui sarà affidato il gran finale a piazza Duomo, e naturalmente Paolo Fresu, direttore artistico dell’evento voluto e promosso dal ministro della Cultura Dario Franceschini.

Ci saranno collegamenti in radio e in tv, per chi non potrà essere all’Aquila.

Tantissimi, dicevamo, i luoghi dei concerti: dalla scalinata della Basilica di San Bernardino a Piazza Santa Margherita, dal parco del Castello a piazza Duomo. Tutto pronto dunque per quella che qualcuno, come lo stesso ministro, ha definito – forse esageratamente – la “Woodstock dell’Aquila”. Alberghi pieni e una task force per gestire la maratona, con navette messe a disposizione dei cittadini e fermate a piazza Italia, viale Collemaggio e stazione. Attese almeno 30mila persone nel centro storico: un’altra grande prova di forza e di solidarietà dopo l’Adunata degli Alpini.

“L’Aquila diventerà la Woodstock del Jazz. Sarà il più grande evento mai organizzato in Italia e insisteremo affinché ogni anno ci sia una giornata per dimostrare quanto la città abbia voglia di rinascere” – ha spiegato il ministro Franceschini, alla presentazione della kermesse.

A L’Aquila, per la manifestazione che chiuderà la 721esima Perdonanza, parteciperanno non meno di 30 mila persone.

L'autore

Marianna Gianforte
Giornalista professionista dal 2009, iscritta all'Albo dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo. Dopo la laurea in Culture per la Comunicazione all’Università dell’Aquila, frequenta un master in Giornalismo all'Università di Teramo. Collabora con il quotidiano regionale "Il Centro Spa" e Radio Delta. La scrittura e il giornalismo fanno parte della sua vita, come anche lo sport. Ama la corsa, la bicicletta e la montagna.

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