Infibulazione: due bimbe tolte ai genitori in Val Vibrata

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Infibulazione: due bimbe tolte ai genitori in Val Vibrata. Le piccole, di 9 e 10 anni, erano state sottoposte alla pratica di mutilazione genitale da una nonna, durante un viaggio in Nigeria; ora la Cassazione ha confermato la sentenza della corte d’appello de L’Aquila (sezione per i minorenni), che stabilisce l’allontanamento delle bimbe dai genitori che potranno essere adottate insieme al loro fratellino.

“I miei assistiti non hanno potuto far niente per impedire questa pratica”, ha dichiarato Odette Frattarelli, avvocato difensore dei genitori dei piccoli. La mutilazione genitale sarebbe stata infatti praticata da una nonna delle bimbe all’insaputa dei genitori.

Per la giustizia europea l’infibulazione rappresenta una violazione dei diritti umani, praticata soprattutto in Africa, nella penisola araba e nel sud-est asiatico con motivazioni culturali. Nel 2006 anche il Parlamento italiano ha legiferato sulla materia, riconoscendo le pratiche di mutilazione genitale come un vero e proprio reato contro la donna che può essere punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con l’allontanamento permanente dei figli dalla famiglia d’origine.

Il legale dei genitori nigeriani, che l’anno prossimo dovrebbero uscire dal carcere dove stanno scontando una pena definitiva da sette a otto anni per sfruttamento della prostituzione e riduzione in stato di schiavitù, sta valutando la possibilità di ricorrere alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

L'autore

Anna Di Giorgio
Anna Di Giorgio nasce a Moncalieri (Torino), ma dall’età di quattro anni vive in Abruzzo. Ha conseguito la laurea in Lettere moderne presso l’università “G. d’Annunzio” di Chieti. Iscritta all’albo dei giornalisti dal 2002, è professionista dal 2010. Lavora per Rete8 dal 2005.

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