Il Sansificio di Pescara chiude per un anno, 14 licenziamenti

Nella bufera per le polemiche sulle emissioni, il sansificio di Pescara chiude per un anno. Il titolare: “Costretto a licenziare, ma chiederò i danni al Comune”

La chiusura dell’impianto di Via Raiale è legata al cattivo andamento della produzione di materia prima, in una annata olivicola certamente negativa. Il titolare Christian Schiavone ha annunciato che la riapertura non avverrà prima dell’ottobre del prossimo anno. Ma già dallo scorso 6 giugno, è bene ricordare, l’azienda è destinataria di una ordinanza di sospensione emessa dal Sindaco di Pescara, fino a quando non sarà risolto il problema dei miasmi.

A lamentare la puzza, evidente nella zona, erano stati i residenti del quartiere, ma la Schiavone Biocalore ha sempre negato di essere fuori regola per le emissioni. Si sono succeduti controlli, ordinanze sindacali, ricorsi al TAR, che non hanno avuto un esito univoco. Una situazione che è pesata indubbiamente sull’attività e sui dipendenti: la proprietà ne ha licenziati 14 su 17, e -per ammissione dello stesso Schiavone- ha subito evidenti difficoltà commerciali e finanziarie. Di qui la decisione di un anno… sabbatico, al termine del quale verrà presa una decisione definitiva. Nel frattempo la proprietà potrebbe chiedere un maxi risarcimento danni al Comune per le ordinanze che ne hanno impedito l’operatività.

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L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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