Forum H2O: “L’Abruzzo in ritardo sulla mappa delle acque”

Forum H2O e Soa denunciano i ritardi della Regione Abruzzo sull’approvazione della carta delle aree di salvaguardia di acqua potabile e falde: “Si faccia presto, perché non possiamo permetterci un’altra Bussi”.

“La natura ci dà dei limiti che vanno rispettati”: lo dice senza mezzi termini Augusto De Sanctis che insieme a Renato Di Nicola, in rappresentanza del Forum italiano dei movimenti per l’acqua e la Stazione ornitologica abruzzese, denuncia in conferenza stampa l’inadempienza della Regione Abruzzo per la mancata approvazione della carta delle aree di salvaguardia per l’acqua potabile e per la ricarica delle acque. Si tratta di un documento atteso dal 2006, fondamentale per la mappatura delle zone di rispetto e quelle di protezione che fanno rispettivamente riferimento ai punti di captazione per l’idropotabile e la ricarica delle falde. Di fatto la carta individua le zone in cui vietare l’installazione di centri di pericolo e quindi di potenziali fonti inquinanti, come cave, industrie insalubri, stoccaggi di sostanze pericolose e discariche, ma che obbliga anche a delocalizzare e mettere in sicurezza quelli già esistenti.

Dopo aver effettuato l’accesso agli atti in Regione, adesso Forum H2O e Soa sollecitano l’approvazione della carta, uno strumento indispensabile per la corretta gestione delle acque regionali.

Affidata nel 2014 a una società padovana, la BetaStudio, la redazione della carta delle aree di salvaguardia, attivata dall’Ersi, gli enti d’ambito in Abruzzo competenti per fornire la proposta da far approvare alla Regione, era già pronta nel 2016, ma la documentazione sembra essersi poi persa nei meandri delle lungaggini burocratiche.

L’allarme lanciato dagli ambientalisti fa riferimento anche all’attuale situazione e a progetti in essere che andrebbero a collocarsi all’interno della perimetrazione individuata nella carta: uno su tutti, il progetto di una megacava da 20 ettari che dovrebbe operare fino al 2042 a soli 800 metri dalle sorgenti del Pescara, dove sgorgano 7000 litri al secondo di acqua purissima. E non se la passa meglio l’acquifero del Gran Sasso, dove i laboratori di fisica nucleare sono palcoscenico di esperimenti che, in caso di incidenti, potrebbero contaminare le acque e pregiudicare per sempre la salute delle falde.

“Questi studi devono essere applicati in tempi brevi per la salvaguardia ambientale e la sicurezza dei cittadini e non possono rimanere solo una conoscenza sulla carta”, ha dichiarato Augusto De Sanctis. “Oggi solleciteremo la Regione, affinché approvi una volta per tutte la carta delle aree di salvaguardia per l’acqua potabile e la ricarica delle falde, sperando che le 2.300 tonnellate di sostanze pericolose dei laboratori del Gran Sasso vengano allontanate quanto prima e che si bocci la megacava a ridosso delle sorgenti del Pescara, perché non possiamo permetterci un’altra Bussi e non possiamo giocarci le ultime riserve idriche abruzzesi, a causa dei ritardi della Regione.”

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