Discarica incendiata a Chieti, WWF: servono le videocamere

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Il Wwf torna ad intervenire sulla situazione della discarica incendiata a Chieti la scorsa estate a S.Antonio. Servono le videocamere per prevenire altri “raid” in un’area incustodita. Domani incontro del Comitato con il Prefetto.

Non soltanto la totale inerzia delle istituzioni sulla messa in sicurezza e la bonifica, ma per la discarica di S.Antonio il Wwf di Chieti, mentre l’inchiesta penale va verso l’archiviazione, torna a segnalare la totale assenza di controlli sull’accesso ad un’area che teoricamente dovrebbe essere interdetta, ma nella quale, anche nelle ultime settimane, si sono verificati altre sospette “sparizioni” di documenti che erano stati, forse superficialmente, lasciati sul posto. E nella quale -denunciano gli ambientalisti- anche in pendenza del sequestro, continuavano ad essere stoccati rifiuti. Ben consapevole del problema il sindaco Umberto Di Primio, che chiederà alla Polizia municipale di rafforzare i controlli. Ma per Nicoletta Di Francesco del Wwf “L’unica deterrenza efficace è quella dell’attivazione di videocamere di sorveglianza. E mentre restano inattuate le ordinanze emesse dal sindaco a carico degli ultimi gestori dell’area per la messa in sicurezza e la bonifica, i residenti della zona, rappresentati dall’associazione Amici del Colle, chiedono che non si spengano i riflettori sulla vicenda e domani incontreranno il Prefetto Corona, al quale consegneranno un corposo dossier.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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