Discarica Cirsu di Notaresco, per l’Arta è una “bomba ecologica”

Si va verso la chiusura della discarica del Cirsu a Notaresco. Impietosi gli esiti dei rilevamenti dell’Arta: la puzza raggiunge anche altri comuni. Il sindaco Di Bonaventura chiede a D’Alfonso di sospendere l’attività.

L’aspetto più allarmante emerso dai campionamenti riguarda il trattamento dell’organico, i cui miasmi -a volte sospinti dai venti- raggiungono non solo Notaresco, ma anche i comuni limitrofi, Castellalto, San Nicolò, Mosciano Sant’Angelo. Nella relazione dell’Arta, richiesta dal primo cittadino Diego Di Bonaventura, sono ben 13 le violazioni accertate, le più rilevanti delle quali si riferiscono alle emissioni, al percolato, al compostaggio e agli impianti CDR e mobile. Soprattutto il percolato -come è emerso non solo dai campionamenti dell’Arta, ma anche dai rapporti del Corpo Forestale dello Stato, che nel dicembre scorso ha affiancato l’agenzia- è risultato stagnante nelle griglie e nei pozzetti, in alcuni punti dell’impianto persino assente.

Un check-up impetuoso, che adesso spiega le ragioni delle emissioni nauseabonde in tutta la zona, sulla scorta del quale il Comune di Notaresco ha chiesto al presidente della Regione D’Alfonso di sospendere almeno l’attività di raccolta di organico nell’impianto.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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