Di Orio – Tiberti. Ex rettore condannato, ma non per concussione

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Il Tribunale di Roma ha chiuso il processo in primo grado condannando l’ex rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando Di Orio, alla pena di tre anni di reclusione per induzione nei confronti del docente dello stesso ateneo, Sergio Tiberti.

Il Tribunale di Roma ha ritenuto non sussistente il reato di concussione e ha quindi derubricato l’ipotesi accusatoria nel reato di Induzione (Legge Severino) Il 12 novembre scorso il pm aveva chiesto sei anni per concussione, oltre alla confisca di alcuni alloggi di proprietà dell’ex rettore che hanno pari valore rispetto alle somme che l’accusa considerava illecitamente percepite: oltre 200 mila euro in 10 anni versati a titolo personale. Tiberti denunciò le dazioni che gli “venivano richieste dal rettore sotto la minaccia di compromettere, in caso contrario, la sua carriera accademica e professionale”.

La difesa del prof. Di Orio, rappresentata dall’avv. Mauro Catenacci e dall’avv. Guido Calvi, ritiene

“non sussistente anche l’ipotesi di induzione “che appare priva di consistenza probatoria e pertanto impugnerà la sentenza nella certezza che la Corte di Appello di Roma perverrà ad una assoluzione piena del prof. Ferdinando di Orio”.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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