Crossodromo a Casoli? Ambientalisti scoprono che… c’è già!

Depositato in Regione un progetto per realizzare un crossodromo a Casoli. Ma la S.O.A. scopre con le foto aeree che nel 2012 la pista… c’era già.

La Stazione Ornitologica Abruzzese ha presentato una nota a vari enti e un esposto al Corpo Forestale dello Stato sul progetto per la realizzazione di un crossodromo a Casoli, attualmente sottoposto alla procedura di Verifica di Assoggettabilità a V.I.A. presso gli uffici regionali.

Consultando le foto aree ufficiali del 2012 (nella forto) sul Portale Cartografico Nazionale la S.O.A. ha scoperto che la pista in quel momento già esisteva, mentre negli elaborati depositati alla regione si parla di pista ancora da realizzare (tutti i verbi sono declinati al futuro) e non si parla di situazioni preesistenti. In una foto del 2016 tratta da “google map” le tracce dei percorsi sono meno visibili.

Per questo l’associazione ha chiesto a tutti gli enti di verificare se tale intervento sia stato in qualche modo autorizzato in passato, almeno per il periodo di funzionamento.

Realativamente agli impatti ambientali, la S.O.A. sottolinea che un crossodromo produce livelli di emissioni acustiche notevoli tali da essere udibili a chilometri di distanza. A meno di 500 metri dall’area su cui insiste il progetto vi è il confine del Sito di Interesse Comunitario del Lago di Serranella che è stato istituito per preservare specie animali di valore conservazionistico internazionale, dal Lupo al Nibbio bruno, dalla Lontra alla Nitticora.

La S.O.A. ha evidenziato la mancanza tra gli elaborati consegnati alla regione dello Studio di Incidenza Ambientale a cui il progetto dovrebbe essere sottoposto.

“Infatti, pur essendo esterno al SIC, l’intervento, proprio a causa del rumore, può produrre gravi effetti in termini di disturbo degli animali all’interno dello stesso. Sul punto la normativa è chiara: qualsiasi intervento che anche indirettamente può provocare impatti nel SIC deve essere sottoposto a Valutazione di Incidenza Ambientale. L’area oggetto dell’intervento è, tra l’altro, a rischio elevato dal punto di vista idrogeologico e sovrasta una strada. È vero che la pista sarebbe in terra battuta ma è noto che la compattazione del suolo connessa alla costruzione dell’impianto comprometterebbe il normale regime delle acque in un sito estremamente fragile. Infine vi è da rimarcare che l’area in cui di vuole realizzare l’intervento ha una destinazione urbanistica a suolo agricolo, incompatibile con l’uso ad impiantistica sportiva a cui verrebbe destinato con la costruzione dell’impianto, come, tra l’altro aveva chiarito la regione Abruzzo con una nota del 2008 su richiesta del Comune di Casoli”.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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