Crollo convitto L’Aquila: Bearzi vuol tornare a scuola

Condannato e graziato per il crollo del convitto de L’Aquila, Bearzi chiede di essere reintegrato nell’amministrazione scolastica.

Torna così alla ribalta una delle vicende più dolorose legate al sisma del 6 aprile 2009 a L’Aquila. Al termine dei tre gradi di giudizio, Livio Bearzi, 61 anni, friulano, venne condannato in via definitiva a 4 anni di carcere per la morte di tre minorenni nel crollo del Convitto nazionale. Sei mesi fa il dirigente è stato graziato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine di una campagna per la richiesta del provvedimento di clemenza sostenuta da diverse personalità della politica e della cultura. Adesso Bearzi ha chiesto la reintegra all’interno dei quadri dell’amministrazione scolastica, e l’ufficio regionale della sua regione (il Friuli Venezia GIulia) attende a tal proposito il parere dell’Avvocatura dello Stato.

L’idea che Bearzi torni al suo posto dopo soli sei mesi dalla grazia ha provocato nuove proteste da parte dei legali di parte civile che rappresentano le famiglie dei ragazzi deceduti nel crollo, che lamentano anche il fatto di non essere stati sentiti dal Quirinale nella fase istruttoria del procedimento per l’atto di clemenza.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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