CRESA: Frane in Abruzzo: 5,8% del territorio a pericolosità elevatissima

Frane in Abruzzo: la regione è classificata con pericolosità molto elevata sul 5,8% del territorio, al terzo posto in Italia dopo Valle d’Aosta e Campania.

E’ quanto emerge dalle elaborazioni CRESA  sulla base dei dati dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale nel Rapporto 2015. In tali aree è presente il 2,8% della popolazione regionale, il 2,2% delle imprese e il 6,6% dei beni culturali. Tutte percentuali superiori a quelle nazionali (rispettivamente 0,8%, 0,6% e 2,1%),

Tra le province L’Aquila presenta la situazione più problematica considerando che le aree con pericolosità molto elevata registrano i maggiori valori percentuali (7,0% del territorio, 6,2% della popolazione, 4,8% delle imprese). Riguardo ai beni culturali, invece, è Teramo che presenta il peso più elevato (11,0%) che la pone al terzo posto nella graduatoria delle province italiane.
Le aree a pericolosità da frana elevata comprendono quote di superficie e popolazione superiori (rispettivamente 9,1% e 3,0%) e percentuali inferiori di imprese e beni culturali (rispettivamente 2,0% e 1,7%). Nel territorio regionale non sono presenti aree classificate con pericolosità da frana media mentre quelle con pericolosità da frana moderata (P1 cioè il livello minimo di pericolosità) rappresentano il 4,3% della superficie abruzzese e ricomprendono l’1,4% della popolazione, l’1,0% delle imprese e l’1,6% dei beni culturali. Il resto del territorio regionale (76,9%) risulta non classificato come soggetto a pericolosità da frana.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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