Ciapi Chieti, tre mesi di cassa integrazione. Ma poi?

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Non vede soluzione al momento l’agonia del centro di formazione Ciapi di Chieti. Per i 28 dipendenti scatta la Cig straordinaria. Inattuata la risoluzione del Consiglio regionale.

Lo scorso 30 dicembre il Consiglio regionale approvò una risoluzione che metteva in campo 700mila euro per pagare gli arretrati ai dipendenti e tenere in vita il centro di formazione di Chieti Scalo. I lavoratori hanno accumulato un arretrato record di 31 mesi di stipendi non pagati, ed ora dovranno affrontare altri tre mesi di Cassa Integrazione Straordinaria in deroga. La struttura resta aperta grazie a tre di essi, che vi consentono lo svolgimento minimo di alcuni corsi di apprendistato professionalizzante, che pure sono particolarmente incentivati dalla riforma del jobs act. La “mission” del Ciapi non sarebbe dunque così inattuale, ma manca la “benzina” per far funzionare l’ente. Dei fondi regionali di cui sopra non si è visto un euro, ed il direttore generale Paolo Cacciagrano vede una sola via di uscita: “l’accensione di un mutuo per coprire le quote di 620mila euro non versate dalla Regione (proprietaria del centro, ndr)”. Ora il conto alla rovescia è partito: tre mesi per salvare o per chiudere definitivamente il Ciapi.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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