Chieti, un solo accusato per l’aggressione a Daita

Chiusa l’inchiesta del Pm Falasca a Chieti. Resta un solo indagato per l’aggressione a Daita. Il giornalista la notte del 28 febbraio 2015 venne preso a pugni per una sigaretta non data.

Da quella notte il 54enne è finito in coma per mesi per le conseguenze di quella aggressione. “Una grave compromissione neurologica”, ha attestato il medico legale Cristian D’Ovidio. A provocarla, alla luce delle indagini della Squadra Mobile di Chieti, convalidate dalla Procura, è stato il solo Emanuele D’Onofrio, il 24 enne di Chieti, accusato di lesioni personali aggravate. Nell’avviso di conclusione delle indagini l’episodio avvenuto in pieno centro quella notte viene ricostruito come un “diverbio sfociato nell’aggressione da parte di Daita, e soprattutto da una reazione eccessiva da parte di D’Onofrio”. Le testimonianze delle altre persone presenti all’episodio concordano nell’escludere l’intervento di terzi nella colluttazione. Nel rapporto medico-legale si fa infine riferimento a due pugni sferrati a Daita, mentre D’Onofrio nella sua prima ricostruzione ammise di aver colpito Daita una sola volta.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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