Camillo Colella (Santa Croce) a giudizio per evasione fiscale

Rinviato a giudizio per evasione fiscale Camillo Colella (Santa Croce). Al titolare del noto marchio di acque minerali contestata una presunta frode. “13 milioni di Iva e imposte non versate”

Il processo si svolgerà a partire dal 19 luglio del 2017, ed è stato disposto dal Gup di Avezzano accogliendo la richiesta del Pm Maurizio Maria Cerrato. Nello specifico a Colella viene imputato il mancato versamento dell’Iva dell’anno 2008 (circa 2 milioni), e l’aver fatto figurare nelle scritture contabili versamenti di Iva diversi rispetto al dovuto (di qui l’accusa di frode). In tutto sarebbe di 13 milioni di euro l’evasione contestata dagli investigatori della Guardia di Finanza. Per queste ipotesi di reato Colella nello scorso novembre venne anche arrestato ai domiciliari nella sua abitazione di Isernia, e a suo carico fu disposto un sequestro patrimoniale di circa 13 milioni. Ma il tribunale del riesame dopo una settimana lo rimise in libertà. Da questo provvedimento scaturisce la fiducia dei legali dell’imprenditore di poterne dimostrare l’estraneità alle accuse nel processo che si celebrerà tra un anno al tribunale di Avezzano.

Nel frattempo resta aperto il problema del futuro dell’azienda Santa Croce, a seguito del pronunciamento del Tar de L’Aquila che ha annullato il bando di concessione dell’acqua per lo sfruttamento della sorgente di Canistro.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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