Morti nel fiume Orta: “Omicidio colposo”

Per la tragedia dei coniugi di Scerni caduti nel fiume Orta la Procura di Pescara esclude l’imprudenza delle vittime e chiama in causa responsabilità sulle omesse segnalazioni del pericolo.

Svolta nelle indagini della Procura di Pescara sul decesso di Paride Pirocchi e Silvia D’Ercole, i due coniugi di Scerni che lo scorso 1° maggio persero la vita scivolando nelle gole del fiume Orta a Caramanico Terme. L’ipotesi di reato iscritta nel fascicolo, al momento contro ignoti, è infatti quella di omicidio colposo. Accolte dalla Procura dunque le tesi dei legali di parte offesa, Giuliano Milia e Arnaldo Tascione, che sulla scorta delle prime risultanze investigative, hanno escluso lo scenario della tragica fatalità o dell’imprudenza da parte delle vittime. A quelle due morti – è finora emerso dai sopralluoghi e dagli accertamenti dei carabinieri e dei periti di parte lesa- sono collegate responsabilità omissive nella segnalazione dei pericoli. Il camminamento attraversando il quale marito e moglie sono scivolati nel fiume era privo di cartelli di segnalazione e l’area andava transennata. Alla Procura è stato consegnato un corposo dossier fotografico in cui -secondo i legali delle vittime- “è chiaramente documentato come la tragedia sarebbe stata evitabile se fossero state prese le dovute precauzioni” inibendo l’accesso all’area a rischio. e segnalando il pericolo.

davide Pirocchi e silvia d'ercole

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

1 Commento su "Morti nel fiume Orta: “Omicidio colposo”"

  1. Tutto questo mi sembra assurdo, rispetto assoluto per le vittime, ma di questi ambienti (per fortuna) ne abbiamo infiniti in Abruzzo, frequentati da persone, accompagnate da professionisti della montagna. Ci sono luoghi impervi e molto belli in tutta la regione molti di facile accesso, non è scritto in nessuna legge dello stato che vanno protetti o segnalati, sono tipici ambienti che vanno frequentati con la giusta preparazione e la giusta attrezzatura, la montagna non è assassina, va rispettata per il luogo che è.

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