“Banchieri da impiccare”, bufera su frase consigliere leghista abruzzese

Su Facebook il post choc del consigliere: “impiccare i banchieri”. Ma la Lega Abruzzo prende le distanze.

Fino a quando il popolo non impicca i banchieri” e “L’Italia di Conte ha firmato senza autorizzazione del Parlamento sovrano, un trattato che serve alla Germania impegnando l’Italia a versare 125 miliardi che non potrà mai avere indietro. Questo si chiama alto tradimento gli interessi nazionali. In tempo di guerra era punito con la fucilazione alle spalle”. Sono i post ed i commenti riferiti alla tematica del Mes, il cosiddetto “fondo salva Stati”, comparsi sulla pagina Fb del consigliere regionale abruzzese della Lega Simone Angelosante, 55enne ex An, che è anche sindaco di Ovindoli, scatenando una bufera mediatica e politica che ha costretto i vertici salvianiani abruzzesi a prendere in fretta e furia le distanze. Le gravi affermazioni sono contenute in discussioni che si sono sviluppate sulla rete. E’ la seconda volta che esponenti leghisti balzano alle cronache nazionali per uscite discutibili: nei mesi scorsi l’ex coordinatore regionale, il deputato Giuseppe Bellachioma, nel tentativo di difendere l’allora vice premier Salvini aveva minacciato di aspettare i magistrati che accusavano il suo leader. Anche in quella circostanza la dirigenza della Lega era stata costretta a prendere le distanze e il fatto non è passato inosservato visto che anche per quell’episodio nei mesi scorsi Bellachioma è stato sollevato dall’incarico di coordinatore regionale. Angelosante, di professione medico, si era già messo in evidenza per due episodi: l’aver ‘gonfiato’ il proprio curriculum in campagna elettorale per essersi spacciato come direttore sanitario di una clinica privata, e per la polemica con Roberto Vecchioni, colpevole di aver cantato Bella Ciao in un concerto nella sua Ovindoli, dove era già sindaco. “Propaganda di basso livello”, aveva detto il medico. “La Lega Abruzzo prende nettamente le distanze dalle frasi pubblicate sul proprio profilo Facebook dal consigliere regionale Simone Angelosante. Pur confermando i giudizi negativi già espressi in sede parlamentare sul Mes, la Lega non ritiene quelle affermazioni consone a un dibattito che, se pur aspro, deve sempre essere confinato nell’alveo della civiltà e del rispetto”, spiega in una nota il nuovo coordinatore regionale, il deputato Luigi D’Eramo.

Intanto arrivano le scuse del consigliere Simone Angelosante

“Non ho detto che bisogna impiccare i banchieri, né fucilare Conte, ho solo riportato dati storici i nell’ambito di una discussione su Fb con 300 interventi. Comunque, chiedo scusa perché possono essere termini che urtano la sensibilità della gente”. Si difende così il consigliere regionale abruzzese della Lega Simone Angelosante nella bufera dopo la pubblicazione di post e commenti su Fb scrive di popolo che impicca i banchieri e di altro tradimento e di fucilazione alla spalle in caso di guerra al premier Conte in riferimento al Mes. “Sono una persona pacifica che nella professione di medico aiuta il prossimo ed è sempre disponibile verso gli altri – continua -. C’era un post dove si parlava della necessità che la politica abbia un primato sulla economia per non fare la fine della Grecia dove la mortalità aumenta e l’aspettativa di vita diminuisce, in questo contesto ad un certo punto ho scritto che laddove il popolo sia esasperato, è già successo in passato che abbia impiccato i banchieri. Mi sono comunque scusato perché capisco che il termine possa urtare la sensibilità di qualcuno. Su Conte ho espresso critiche sul Mes, che sono sotto gli occhi di tutti, sul fatto che non si capisce cosa sia stato fatto e come stiano le carte, anche in questo caso, ho citato la storia nel senso che coloro che erano accusatori di tradimento in tempi di guerra, venivano fucilati alle spalle”. Per il consigliere legista, “una lunga discussione sulla rete quindi è stata decontestualizzata rispetto ai dati storici nell’ambito della polemica politica”. Il consigliere regionale della Lega, ex An, non commenta la nota di presa di distanza del coordinatore regionale, il deputato aquilano Luigi D’Eramo, ma respinge le accuse di aver falsificato il curriculum nel corso della campagna elettorale: “Non ho gonfiato un bel niente – chiarisce – sono stato direttore sanitario della clinica privata di Celano e mi sono dimesso quando sono diventato sindaco di Ovindoli per senso di responsabilità”.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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